D'Alema: "Sequi lo ha trovato molto provato dalla prolungata condizione di isolamento"
Finalmente questa mattina, dopo due mesi di attesa, l’ambasciatore italiano a
Kabul, Ettore Sequi, è finalmente riuscito a fare visita a Rahmatullah Hanefi,
il responsabile di Emergency che, d’accordo con il governo italiano, ha mediato
per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, e che i servizi segreti afgani hanno
arrestato lo scorso 20 marzo con l’accusa – mai formalizzata – di essere coinvolto
nel sequestro dell'inviato di Repubblica e nella mancata liberazione del suo interprete,
Ajmal Nashkbandi.
"E' molto provato". "Le condizioni di Ramatullah Hanefi appaiono soddisfacenti, compatibilmente
con la situazione di detenzione nella quale egli si trova. Hanefi si è mostrato
particolarmente provato dalla prolungata condizione di isolamento, ma ha riferito
di essere regolarmente visitato da personale medico. L'ambasciatore Sequi ha verificato
che la difesa di Hanefi potrà essere assunta dal legale richiesto dalla famiglia
e da Emergency". Con queste parole, il ministro D'Alema ha commentato la visita
di Sequi ad Henfi, giudicandola ''uno sviluppo positivo della vicenda, ma che
non può ancora essere ritenuto sufficiente''. "Abbiamo avuto momenti sgradevoli,
abbiamo esercitato forti pressioni, abbiamo ottenuto qualche risultato ma intendiamo
continuare a essere vigili".
Prove o scarcerazione. Era stato il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, durante la sua visita a
Kabul del 21 maggio, a ottenere dal presidente afgano, Hamid Karzai, il via libera
alla visita dell’ambasciatore italiano ad Hanefi.
Ieri sera poi, lo stesso D’Alema, parlando dalla Germania a margine della riunione
dei capi delle diplomazie del G8, aveva lanciato un nuovo messaggio a Kabul, dicendo
che la scadenza dei termini per la carcerazione preventiva di Hanefi “è ormai
prossima” (veramente, stando alle leggi afgane,
i termini sono scaduti il 20 aprile,
ndr) e che quindi “o ci sono prove, e allora nelle prossime devono essere esibite,
oppure Hanefi dovrà essere scarcerato”.
Le dichiarazioni del capo della Farnesina erano giunte poche ore dopo la diffusione
di un
comunicato in cui Emergency denunciava “l’ignavia” del governo italiano nei confronti della
vicenda Hanefi.
E.P.