19/06/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo investe milioni di euro nella lotta alla povertà per placare il malcontento
Quasi la metà dei peruviani vive sotto la soglia di povertà, ossia con meno di due dollari al giorno. Di questi, cinque milioni, su una popolazione di 28, vivono in situazioni drammatiche, con meno di 30 dollari al mese. Il Fondo di Cooperazione e sviluppo del governo peruviano ha stabilito che questa gente vive in indigenza estrema, denutrizione cronica, analfabetismo e carenza dei servizi di base, ovvero senza elettricità, senza servizi igenici appropriati e non può avere accesso all'acqua potabile. Un quadro che ha portato il governo di Alan Garcia a investire soldi ed energia, sfruttando la crescita economica ormai stabilitasi al 7 percento, nel tentativo di risollevare le sorti del paese e placare il malcontento.

Ollanta HumalaPaure. Il risultato del 48 percento raggiunto da Ollanta Humala, acerrimo nemico di Garcia e del suo partito alle ultime elezioni, ha fatto capire all'élite politica di sempre che i peruviani sono arrivati a un livello di sopportazione talmente allarmante da mettere a rischio le loro poltrone. “Humala non è tagliato per occupare una posizione politica solida, non ha formazione, ha a mala pena letto un paio di libri", ha spiegato il primo ministro Jorge de Castillo. Lui come persona è superato, quello che non è superato è il fenomeno di impazienza sociale che lo ha portato così in alto”. Da qui la linea realistica del governo, il quale ha deciso di combattere seriamente la causa prima di tanta insoddisfazione. Ha quindi inaugurato due metodi per combattere la povertà endemica: trasferire ai governi regionali e locali 16 milioni di soles (circa 4 mila milioni di euro) da investire in infrastrutture e in aiuti sociali, e inaugurare il Programma Crecer (Crescere), che unito a quello minerario di solidarietà con il popolo lanciato a dicembre, interverrà su 600 mila famiglie, ossia su 3milioni di persone, di cui un terzo bambini.

Elezioni presidenzialiDecentramento. “Mai nella storia del Perù e del decentramento sono stati trasferiti tanti soldi liquidi ai governi regionali come quest'anno”. Dietro ai toni trionfanti che il presidente della Repubblica ha usato nell'annunciare il passaggio di denaro agli enti locali, c'è però un'iniziativa che ha tutti i presupposti per portare miglioramenti concreti, in particolare nelle regioni più disagiate quali Ancash, Cajamarca, Tacna, Moquegua, Pasco e Cusco.
Dei 16 milioni di soles stanziati, un quarto, equivalente a un milione di euro, proviene dagli introiti del settore minerario, il trascinatore dell'economia peruviana. Il paese andino è infatti il primo esportatore di argento e il terzo di rame, stagno e zinco. Nel 2006, l'esportazione ha prodotto 11 mila milioni di euro. Da qui l'idea di attingere da questo settore anche per far progredire la società, in modo che il boom economico, registrato sul 7 percento, si trasformi in sviluppo sociale.

Alan garciaUn Programma per crescere. Ma le miniere non portano soldi solo grazie al governo. Da dicembre è stata inaugurata un'iniziativa a cui hanno aderito 43 delle imprese minerarie più grandi del Perù, le quali volontariamente hanno deciso di destinare il 3,75 percento degli utili annuali alle zone più degradate delle Ande. Un fondo che tocca dunque una somma pari a 200 milioni di euro all'anno, da tramutarsi in sostegno per circa 200 mila famiglie. È su questa scia che l'Esecutivo ha ideato il programma Crecer, nel quale investirà 400 milioni per un totale di 600 milioni e 600 mila famiglie assistite. Questo significa 3 milioni di persone, di cui 1 milione di bambini che, se tutto andrà come dovrebbe, non soffriranno più la fame. La filosofia è: “Se cresce il bambino, cresce la famiglia e cresce così anche il paese”, parola del primo ministro.
Ridurre l'indice di denutrizione cronica di cinque punti entro il 2011 è l'obiettivo di Garcia, che si traduce in prestare più attenzione alle madri e ai minori di 5 anni, lanciare una campagna di vaccinazioni e moltiplicare controlli medici.
Dunque, il fantasma di Ollanta Humala sta spingendo persino uno dei più discussi presidenti della storia del Perù, com'è Alan Garcia - al suo secondo mandato e con una prima esperienza piena di falle e gravi scivoloni - ad agire in nome dei più poveri e per i più poveri. 

Stella Spinelli

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