05/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



G. Del Grande, Infinito edizioni 2007, 'Mamadou va a morire'
 
Quasi 10mila morti in 18 anni. Più di quanti ne abbiano totalizzato insieme in 20 anni di conflitto indipendentista l’Irlanda del Nord piagata dalle bombe dell’Ira, più i Paesi Baschi nei quali l’Eta non accetta la nonviolenza.
E’ la cronaca di una guerra nascosta, che attira l’attenzione dei nostri media solo quando il numero dei morti in battaglia supera le centinaia. Tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico dal 1988 a oggi è stata documentata la morte di oltre 9.000 migranti clandestini. Una guerra dell’Europa opulenta e isterica contro una “invasione che non esiste”, come ha il coraggio di denunciare il giovane autore di ‘Mamadou va a morire’, Gabriele del Grande (Infinito Edizioni, 150 pagine, 14 euri).
 
 
Gabriele Del GrandeUna guerra inesistente. Il giovane autore di questo saggio e inchiesta giornalistica, come da tempo i giornalisti non sono più abituati a fare per mancanza di tempo e coraggio, ha deciso di abbandonare un lavoro sicuro in un’agenzia di stampa, per trascorrere tre mesi ripercorrendo al contrario le rotte di quest’umanità disperata. I clandestini che muoiono ogni anno a migliaia tentando di attraversare il Mediterraneo. O l’Atlantico alla volta delle Canarie, o i passi tra Grecia e Turchia, Albania e Grecia. Del Grande va a ripescare le famiglie dei giovani marocchini morti sulle carrette del mare nella vallata rurale e povera tra Fkih ben Juleh, Beni Millal e Khourigba.. “La pianura tra questi tre paesini è conosciuta dai suoi abitanti come il triangolo della morte: qui si aggirano i fantasmi di centinaia di uomini e donne annegati lungo le rotte per l’Italia e la Spagna. Da questi villaggi erano partiti i 34 morti del 31 ottobre ’03  a Cadice, i 64 del naufragio di Chott Meriem in Tunisia del 3 ottobre ’04 e i 50 di Lampedusa del 19 agosto ‘06” riporta l’autore del blog ‘Fortress Europe’. (http://fortresseurope.blogspot.com/)
 
copertina del saggioConflitti d’interesse che ci piacciono. Infatti Del Grande è l’autore dal 2006 del blog più citato dai giornalisti che si occupano di questioni legate all’immigrazione. Un bollettino mensile anche delle folle che si accalcano ai confini della Fortezza e muoiono nel tentativo di passare i campi minati tra Grecia e Turchia, o salgono sulle canoe che dal Sahara Occidentale partono alle volte delle Canarie. Dal suo sito PeaceReporter trae il  Bollettino Migranti mensile. Quindi, sì, con questa recensione ci troviamo nell’imbarazzo di un nostro personale conflitto d’interessi. Non esattamente il tipo di commistioni di cui vergognarsi. Siamo anzi compiaciuti di mettere da parecchi mesi a disposizione dei nostri lettori uno strumento che sta correndo sulla bocca di tutti nel mondo dell’informazione responsabile, come prodotto giornalistico realizzato con competenza.
Quella che viene dall’aver visitato i profughi di Ojuda, asilanti in attesa di riconoscimento Onu che vengono cacciati dal Marocco e abbandonati alla propria frontiera orientale in pieno deserto. O aver visto le spiagge libiche come Zuwarah, Zaniyah e Miswatah, da dove i profughi maghrebini cercano di raggiungere la sponda italiana dopo che la Tunisia di Ben Ali dal 1998 li rimanda indietro, d'accordo con Roma. O i quartieri senegalesi da dove vengono i ragazzi disperati che sognano un lavoro nel nostro Paese. O città del Sahara occidentale come El Aayun, dove la notte si mettono in mare equipaggi improvvisati sui gommoni Zodiac con destinazione Tenerife.
 
un morto a Porto Empedocle l'anno passatoLa Fortezza aspetta invano l’invasione. Sulle sole rotte dell’immigrazione del Canale di Sicilia, dal 1994 a oggi sono morte almeno 2.141 persone, secondo Fortress Europe. Dall'inizio dell'anno hanno perso la vita sulle rotte per Malta e la Sicilia almeno 227 migranti. Intanto i governi europei, come dimostrato anche dai recenti incontri dei ministri degli Interni Ue, si attrezzano per alzare i muri della Fortezza e inasprire i controlli alle frontiere. L’ultimo ammonimento ai maltesi da parte del ministro lussemburghese a fornire primaria assistenza ai clandestini è diventata lettera morta, dopo la richiesta della Valletta di ricevere da Bruxelles maggiori fondi da destinare a centri d’accoglienza dei migranti. Così altri Mamadou cercheranno di entrare clandestinamente nella Fortezza; per morire assiderati nella cella frigorifera di un tir o annegati in quello che chiamavamo 'Mare Nostrum'.
G.l. Ursini
 
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