G. Del Grande, Infinito edizioni 2007, 'Mamadou va a morire'
Quasi 10mila morti in 18 anni. Più di quanti ne abbiano totalizzato insieme in
20 anni di conflitto indipendentista l’Irlanda del Nord piagata dalle bombe dell’Ira, più
i Paesi Baschi nei quali l’Eta non accetta la nonviolenza.
E’ la cronaca di una guerra nascosta, che attira l’attenzione dei nostri media
solo quando il numero dei morti in battaglia supera le centinaia. Tra Mar Mediterraneo
e Oceano Atlantico dal 1988 a oggi è stata documentata la morte di oltre 9.000
migranti clandestini. Una guerra dell’Europa opulenta e isterica contro una “invasione
che non esiste”, come ha il coraggio di denunciare il giovane autore di ‘Mamadou
va a morire’, Gabriele del Grande (Infinito Edizioni, 150 pagine, 14 euri).
Una guerra inesistente. Il giovane autore di questo saggio e inchiesta giornalistica, come da tempo
i giornalisti non sono più abituati a fare per mancanza di tempo e coraggio, ha
deciso di abbandonare un lavoro sicuro in un’agenzia di stampa, per trascorrere
tre mesi ripercorrendo al contrario le rotte di quest’umanità disperata. I clandestini
che muoiono ogni anno a migliaia tentando di attraversare il Mediterraneo. O l’Atlantico
alla volta delle Canarie, o i passi tra Grecia e Turchia, Albania e Grecia. Del
Grande va a ripescare le famiglie dei giovani marocchini morti sulle carrette
del mare nella vallata rurale e povera tra Fkih ben Juleh, Beni Millal e Khourigba..
“La pianura tra questi tre paesini è conosciuta dai suoi abitanti come il triangolo
della morte: qui si aggirano i fantasmi di centinaia di uomini e donne annegati
lungo le rotte per l’Italia e la Spagna. Da questi villaggi erano partiti i 34
morti del 31 ottobre ’03 a Cadice, i 64 del naufragio di Chott Meriem in Tunisia
del 3 ottobre ’04 e i 50 di Lampedusa del 19 agosto ‘06” riporta l’autore del
blog ‘
Fortress Europe’. (http://fortresseurope.blogspot.com/)
Conflitti d’interesse che ci piacciono. Infatti Del Grande è l’autore dal 2006 del blog più citato dai giornalisti che
si occupano di questioni legate all’immigrazione. Un bollettino mensile anche
delle folle che si accalcano ai confini della Fortezza e muoiono nel tentativo
di passare i campi minati tra Grecia e Turchia, o salgono sulle canoe che dal
Sahara Occidentale partono alle volte delle Canarie. Dal suo sito
PeaceReporter trae il Bollettino Migranti mensile. Quindi, sì, con questa recensione ci troviamo
nell’imbarazzo di un nostro personale conflitto d’interessi. Non esattamente il
tipo di commistioni di cui vergognarsi. Siamo anzi compiaciuti di mettere da parecchi
mesi a disposizione dei nostri lettori uno strumento che sta correndo sulla bocca
di tutti nel mondo dell’informazione responsabile, come prodotto giornalistico realizzato
con competenza.
Quella che viene dall’aver visitato i profughi di Ojuda, asilanti in attesa di
riconoscimento Onu che vengono cacciati dal Marocco e abbandonati alla propria
frontiera orientale in pieno deserto. O aver visto le spiagge libiche come Zuwarah,
Zaniyah e Miswatah, da dove i profughi maghrebini cercano di raggiungere la sponda
italiana dopo che la Tunisia di Ben Ali dal 1998 li rimanda indietro, d'accordo
con Roma. O i quartieri senegalesi da dove vengono i ragazzi disperati che sognano
un lavoro nel nostro Paese. O città del Sahara occidentale come El Aayun, dove
la notte si mettono in mare equipaggi improvvisati sui gommoni Zodiac con destinazione Tenerife.
La Fortezza aspetta invano l’invasione. Sulle sole rotte dell’immigrazione del Canale di Sicilia, dal 1994 a oggi sono
morte almeno 2.141 persone, secondo
Fortress Europe. Dall'inizio dell'anno hanno perso la vita sulle rotte per Malta e la Sicilia
almeno 227 migranti. Intanto i governi europei, come dimostrato anche dai recenti
incontri dei ministri degli Interni Ue, si attrezzano per alzare i muri della
Fortezza e inasprire i controlli alle frontiere. L’ultimo ammonimento ai maltesi
da parte del ministro lussemburghese a fornire primaria assistenza ai clandestini
è diventata lettera morta, dopo la richiesta della Valletta di ricevere da Bruxelles
maggiori fondi da destinare a centri d’accoglienza dei migranti. Così altri Mamadou
cercheranno di entrare clandestinamente nella Fortezza; per morire assiderati
nella cella frigorifera di un tir o annegati in quello che chiamavamo 'M
are Nostrum'.
G.l. Ursini