24/07/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Cina, la testimonianza degli scrittori del Pen internazionale sulle persecuzioni avverso i dissidenti
scritto per noi da
Emanuele Bettini
 
Che cosa pensano gli Occidentali quando guardano alla Cina e vanno a prenotare un viaggio a prezzi stracciati, perché la borsa della spesa si svuota sempre di più? Pensano alla Grande Muraglia, all’Esercito di Terracotta, a Pechino capitale mondiale del boom economico, capace di contrastare gli Usa. Qualcuno più erudito ricorda anche la Lunga Marcia di Mao e la Banda dei Quattro, sperando poi di vedere anche Hong Kong, vittima illustre della nuova politica cinese, la città che ha leggi diverse, vero Stato nello Stato. E se si vuol parlare di Hong Kong, ricordiamo il film di Henry King del 1955: “L'amore è una cosa meravigliosa”; una pellicola strappalacrime che ha fatto piangere milioni di giovani. C’è una battuta romantica nel film, quando i due protagonisti sono a cena al ristorante: “La luna che si vede ad Hong Kong è la più grande del mondo”. Un bel quadretto per abbandonarsi tra le braccia di un Estremo Oriente pieno di fascino e nostalgie.
 
internet cafè a shangaiLa realtà. Ma la Cina moderna non è più quella della guerra di Corea. Oggi è la Grande Potenza che strizza l’occhio all’Europa e che allo stesso tempo, viola i diritti umani, reprime, esegue condanne capitali, interviene negli affari religiosi della Chiesa di Roma nominando vescovi e sacerdoti in contrapposizione al Vaticano. E’ il paese con la diga più grande del mondo e che è pronto alla guerra batteriologica. E’ il paese che ha il maggior controllo di internet e dove si applica anche la tortura.  Ogni anno vengono arrestati migliaia di dissidenti. Non si può fare il quadro esatto della situazione, ma ci si trova ad affrontare l’emergenza. Le condanne a morte sono circa tremila l’anno e altrettanti in difetto sono gli scomparsi. Rèportères Sans Frontiéres, il P.e.n. Internazionale, Amnesty International e tutte le associazioni umanitarie si chiedono come Pechino possa affrontare le Olimpiadi del 2008 senza dover rendere conto di quanto accade.
La Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo e la Carta Olimpica vengono violate abbondantemente. Rsf ha indirizzato un appello direttamente al presidente del Cio (Comitato Internazionale Olimpico) Jacques Rogge, chiedendo la garanzia del rispetto della libertà d'espressione e d'informazione. Come reagirà il Governo?
 
internet cafèControllo su Internet. Il controllo dell’informazione è totale. I sistemi di sicurezza intervengono all’interno del sistema telematico, individuando chiunque scriva articoli o conceda interviste al di fuori del territorio. Yu Zhang, Segretario del Centro Pen della Cina Indipendente, con sede in Svezia, ha condotto uno studio approfondito che merita una riflessione.
“Al momento - scrive Zhang - il segno più evidente dell’attività della Cyber Polizia in Cina sono i controlli degli Internet Café dove più di un quarto degli Internauti svolge le loro principali attività, mentre più di un terzo lo fa da casa. Per impedire alla Cyber Polizia di scoprire la loro identità, molti individui sono soliti ricevere e inviare informazioni non gradite al governo, dagli Internet-cafè dove nessun Id è richiesto. Dal 2003, tuttavia, sempre più autorità locali hanno imposto agli Internet-cafè di chiedere a tutti i loro clienti di registrare un reale Id  per le attività online. Nel 2004, quasi la metà dei 200mila Internet-cafè in Cina sono stati chiusi dalla polizia per vari motivi, mentre gli altri hanno dovuto installare nei loro sistemi un software di sorveglianza per seguire i movimenti online degli utenti, per tenere un registro di nomi e indirizzi e, cosa più importante, permettere alla polizia di eseguire un monitoraggio centrale a distanza e  controllare i loro movimenti su Internet”.
 
esecuzione capitale collettiva a pechinoPerseguitati. Yu Zhang così sintetizza la persecuzione di scrittori e giornalisti: “La Cina è attualmente il più grande paese totalitario del mondo con il più grande numero di scrittori in prigione, stimati a centinaia fin dal movimento prodemocratico del 1989, per non contare quelli imprigionati dal 1949. Benché la protezione dei diritti umani sia stata inclusa nella Costituzione nel marzo 2004, la Cina non ha ancora ratificato la firma dell’Accordo Internazionale sui Diritti Civili e Politici del’'ottobre 1998. In anni recenti, il diritto alla libertà di espressione è stato continuamente represso nel Paese, dalla capitale Pechino fino alle province interne di Sichuan e Hunan, dalle Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao alla Regione Autonoma del Tibet, Xinjiang e la Mongolia Interna. A seguito della stretta sugli Internauti, le autorità cinesi hanno aumentato la persecuzione dei blogger (cyber-dissidenti) e imprigionato più di 80 scrittori e giornalisti, secondo gli incompleti dati raccolti dalle organizzazioni per i diritti umani. Il Centro Pen Cinese Indipendente (Icpc) ha documentato i casi di 67 individui. Di essi, 43 sono ancora in prigione, mentre 24 sono stati liberati dal 2004.
 
Testimoni. Significativa è l'intervista rilasciata dallo scrittore dissidente Qing Zhou in occasione della sua partecipazione alla Cattedra dei diritti Umani organizzata dal PEN Italiano nel 2006:
“E’ negli ultimi 17 anni, dal Massacro del 4 giugno 1989 (Piazza Tienammen), che questo terrorismo di Stato si è fatto sempre più minaccioso, a tal punto da alterare l'intero popolo cinese. Il terrorismo di Stato agisce come un portatore di virus...
Ai prigionieri venivano inflitti vari tipi di tortura. Nessuno può, in una società nomale e razionale, immaginare la brutalità di quei trattamenti. Uno di questi veniva chiamato ‘vaccinazione’, e si utilizzava in estate. Si trattava di fare un taglio sul braccio della vittima, e quindi inserirvi molte pulci, cimici e pidocchi. Dopo qualche giorno, la vittima era ‘vaccinata’, con una ripugnante protuberanza che sembrava un pomodoro. Ma con dentro centinaia di cimici in movimento...” Riuscirà la Cina a superare la sfida democratica del terzo millennio?