16/01/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



L’esercito rilancia l’offensiva contro i guerriglieri dell’Npa. Accuse a entrambi da Hrw
L’uomo forte delle Filippine, il capo delle forze armate, generale Hermogenes Esperon jr., ha annunciato nei giorni scorsi il rilancio dell’Oplan Bantay Laya (Piano Vigilanza della Libertà), l’operazione militare che la presidente Gloria Arroyo ha avviato nel 2002 contro la guerriglia comunista del Nuovo Esercito Popolare (Cpp-Npa), attiva nel paese da 38 anni. Un’operazione che, secondo Esperon, ha finora ottenuto grandi risultati. Non la pensa così il portavoce dell’Npa, Ka Roger, che rivendica invece un forte avanzamento della guerriglia. Né Human Rights Watch, che nel suo rapporto annuo, diffuso pochi giorni fa, ha denunciato i gravi crimini di cui si sono macchiate le forze armate filippine nell’ambito dell’Oplan Bantay Laya - oltre a quelli commessi dai guerriglieri dell'Npa.
 
Il ge. Esperon con la presidente ArroyoLa versione del generale Esperon. “Stiamo vincendo e continueremo a vincere”, ha dichiarato alla stampa il generale Esperon. “Dal 2002 abbiamo neutralizzato 5mila ribelli comunisti, di cui 850 nel 2006, nel corso di quasi 1.800 operazioni. Ne sono rimasti 7mila, e contiamo di ridurli a 3.500 entro tre anni grazie all’avvio della ‘fase due’ dell’operazione Bantay Laya, che inizia ora concentrandosi su 28 degli oltre cento fronti attualmente tenuti dall’Npa. Entro quella data avremo raggiunto la vittoria strategica sui ribelli comunisti”. Altri generali hanno poi specificato che la nuova fase dell’offensiva governativa si concentrerà nel nord del paese, nell’isola di Luzon, roccaforte storica dell’Npa, che però oggi è molto attivo anche nel centro (isola di Visayas) e nel sud (isola di Mindanao).
 
Gregorio 'Ka Roger' RosalLa versione di Ka Roger. Gregorio Rosal, nome di battaglia Ka Roger, voce e volto del movimento guerrigliero fondato nel 1969 da Jose Maria Sison (in esilio in Olanda e dal 2002 inserito nella lista Usa dei terroristi), ha subito risposto a Esperon. “Le affermazioni del generale gli scoppieranno in faccia insieme all’intensificazione della lotta armata rivoluzionaria, e nel 2010 si dovrà dimettere con disonore perché avrà fallito questi suoi obiettivi”. Ka Roger ha dato la sua versione della situazione attuale: non ha fornito numeri sui ranghi dell’Npa, ma ha detto che esso controlla 128 fronti in 800 comuni di 70 province di tutte le regioni dell’arcipelago. E, riguardo al 2006, ha detto che l’Npa ha condotto 400 attacchi in cui sono stati uccisi circa 200 tra soldati dell’esercito, agenti di polizia e paramilitari delle Cafgu (Unità Geografiche delle Forze Armate Civili) e solo 30 guerriglieri.
 
Soldati filippiniHrw accusa sia l’esercito che la guerriglia. Al di là della propaganda delle opposte fazioni, Human Rights Watch (Hrw) ha denunciato nel suo rapporto 2006 sulle Filippine che la lotta del governo Arroyo contro la guerriglia comunista si caratterizza per il crescente numero crimini (esecuzioni sommarie, rapimenti e torture) commessi dai militari e dai paramilitari nei confronti della popolazione civile che vive nelle zone considerate roccaforti dell’Npa e, più in generale, verso tutti coloro che vengono definiti “comunisti”: un’ampia categoria che comprende giornalisti indipendenti, sindacalisti, avvocati democratici e difensori dei diritti umani, religiosi e operatori sociali. Solo nel 2006 ne sono stati assassinati 180.
Il rapporto di Hrw non è tenero nemmeno con i guerriglieri dell’Npa, accusati di analoghi crimini contro i civili ritenuti “nemici del popolo” e collaboratori “regime fascista” della Arroyo.
 

Enrico Piovesana

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