Cifre insicure in Afghanistan. Per la Nato: morti 250 talebani dall'1 settembre; per i talebani, metà sono civili
L'aritmetica dovrebbe essere scienza esatta. Ma in Afghanistan la contabilità
sfugge a criteri rigorosi. E in un Paese invaso da 29 anni da truppe straniere
la guerra si combatte anche sui numeri.
Cifre sballate. Secondo l'agenzia
France Presse, nella sola giornata di mercoledì 5 settembre sarebbero morti 200 tra civili
e talebani. L'agenzia inglese
Reuters invece, conta 200 talebani o insorti in genere uccisi dalle forze della coalizione
dal 27 agosto, ossia nel corso di una settimana. Una differenza considerevole,
nell'arco di sette giorni lo stesso numero di morti che altri computano in una
sola notte. Le discrepanze sono dovute all'attendibilità fornita alle indicazioni
delle forze occupanti sull'identità delle vittime.
La redazione di Kabul di Reuters non conta i civili morti nelle operazioni Isaf. Con le vittime di giovedì 6 (ci
sarebbero 50 talebani caduti nell'area di Sha Wali Kot, nord di Kandahar) si arriverebbe
a quasi 250 vittime afghane nell'arco della settimana a cavallo di agosto e settembre.
Punti di vista. Il solito dilemma riguarda gli eventuali civili afgani che difendono i propri
villaggi dai militari occupanti, spacciati dalle truppe Nato per talebani eliminati.
Secondo il portavoce della missione Isaf, giovedì 6 settembre un attacco congiunto
di truppe Usa e soldati afgani avrebbe dato l'assalto ad una roccaforte talibana,
il villaggio di Alekwozi presso Sha Wali Kot, settentrione della provincia di
Kandahar. Secondo il portavoce talebano Zabihullah Mohajid i morti sarebbero innocenti
civili assaltati dalle truppe americane.
Secondo l'agenzia France Presse, i morti nelle sole province di Helmand e Kandahar avrebbero raggiunto, da parte
talebana, le 350 unità dal primo di settembre. "Non più di 120 unità" replicano
ufficialmente i portavoce talebani. Non c'è nemmeno chiarezza sull'episodio di
un elicottero Usa fantasma, che i ribelli sostengono di aver abbattuto giovedì
nella provincia orientale di Nuristan, uccidendo i suoi 8 passeggeri, militari
della coalizione Nato. Per il comando Usa a Kabul "nessuna attività di perlustrazione
con mezzi Chinook era prevista in quei giorni in quella provincia".In seguito l'agenzia afgana
Pajwhok news riporta una dichiarazione del portavoce Nato per la provincia del Nuristan,
in cui viene ammesso che un Chinook della coalizione è stato colpito, ma sarebbe riuscito in un atterraggio d'emergenza
che avrebbe lasciati illesi i suoi otto passeggeri.
Chi ha ragione? "L'Afghanistan "non è più un posto sicuro" e "il conflitto sta subendo una escalation
fuori controllo" e "larghe parti del territorio afgano sono troppo pericolose
per le nostre truppe e completamente in mano gli insorti talebani"; così ha riferito Zemari
Bashari, del ministero dell'Interno di Kabul, nel rendere note le cifre sui poliziotti
afgani vittima del conflitto: 500 e più agenti dallo scorso aprile. "Una cifra
inattesa, largamente al di sopra di quanto preventivato" secondo il ministero
afgano, che però non ha fornito le cifre riguardanti lo stesso periodo del 2006
per poter fare un raffronto. Ma il numero di vittime era, di sicuro, sensibilmente
più basso.