10/09/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Cifre insicure in Afghanistan. Per la Nato: morti 250 talebani dall'1 settembre; per i talebani, metà sono civili
L'aritmetica dovrebbe essere scienza esatta. Ma in Afghanistan la contabilità sfugge a criteri rigorosi. E in un Paese invaso da 29 anni da truppe straniere la guerra si combatte anche sui numeri.
 
soldato Nato in perlustrazione ad HeratCifre sballate. Secondo l'agenzia France Presse, nella sola giornata di mercoledì 5 settembre sarebbero morti 200 tra civili e talebani. L'agenzia inglese Reuters invece, conta 200 talebani o insorti in genere uccisi dalle forze della coalizione dal 27 agosto, ossia nel corso di una settimana. Una differenza considerevole, nell'arco di sette giorni lo stesso numero di morti che altri computano in una sola notte. Le discrepanze sono dovute all'attendibilità fornita alle indicazioni delle forze occupanti sull'identità delle vittime.
La redazione di Kabul di Reuters non conta i civili morti nelle operazioni Isaf. Con le vittime di giovedì 6 (ci sarebbero 50 talebani caduti nell'area di Sha Wali Kot, nord di Kandahar) si arriverebbe a quasi 250 vittime afghane nell'arco della settimana a cavallo di agosto e settembre.
 
soldati Usa a KandaharPunti di vista. Il solito dilemma riguarda gli eventuali civili afgani che difendono i propri villaggi dai militari occupanti, spacciati dalle truppe Nato per talebani eliminati. Secondo il portavoce della missione Isaf, giovedì 6 settembre un attacco congiunto di truppe Usa e soldati afgani avrebbe dato l'assalto ad una roccaforte talibana, il villaggio di Alekwozi presso Sha Wali Kot, settentrione della provincia di Kandahar. Secondo il portavoce talebano Zabihullah Mohajid i morti sarebbero innocenti civili assaltati dalle truppe americane.
Secondo l'agenzia France Presse, i morti nelle sole province di Helmand e Kandahar avrebbero raggiunto, da parte talebana, le 350 unità dal primo di settembre. "Non più di 120 unità" replicano ufficialmente i portavoce talebani. Non c'è nemmeno chiarezza sull'episodio di un elicottero Usa fantasma, che i ribelli sostengono di aver abbattuto giovedì nella provincia orientale di Nuristan, uccidendo i suoi 8 passeggeri, militari della coalizione Nato. Per il comando Usa a Kabul "nessuna attività di perlustrazione con mezzi Chinook era prevista in quei giorni in quella provincia".In seguito l'agenzia afgana Pajwhok news riporta una dichiarazione del portavoce Nato per la provincia del Nuristan, in cui viene ammesso che un Chinook della coalizione è stato colpito, ma sarebbe riuscito in un atterraggio d'emergenza che avrebbe lasciati illesi i suoi otto passeggeri.
 
zone dove l'insurrezione è fuori controllo NatoChi ha ragione? "L'Afghanistan "non è più un posto sicuro" e "il conflitto sta subendo una escalation fuori controllo" e "larghe parti del territorio afgano sono troppo pericolose per le nostre truppe e completamente in mano gli insorti talebani"; così ha riferito Zemari Bashari, del ministero dell'Interno di Kabul, nel rendere note le cifre sui poliziotti afgani vittima del conflitto: 500 e più agenti dallo scorso aprile. "Una cifra  inattesa, largamente al di sopra di quanto preventivato" secondo il ministero afgano, che però non ha fornito le cifre riguardanti lo stesso periodo del 2006 per poter fare un raffronto. Ma il numero di vittime era, di sicuro, sensibilmente più basso.
 

Gianluca Ursini

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