Nella Giornata Onu della Pace, la Nato continua a bombardare e fa 40 vittime. Presentate come 'supposti talebani'
Nel corso della Giornata internazionale Onu per la pace, mentre dal Palazzo di
vetro era giunta la richiesta di un cessate il fuoco in Afghanistan, perchè almeno
questa data simbolica non vedesse vittime, si contano invece diversi morti sui
due versanti. Un kamikaze si è lanciato a Kabul Ovest contro un autoblindo delle
truppe francesi, distruggendo il veicolo e uccidendo uno dei soldati all'interno.
Sei afgani che passavano di lì con le loro macchine sono in fin di vita. ,Diversi
i feriti lievi. Gli altri cinque militi che occupavano il veicolo versano in gravi
condizioni, ma la Nato non fa filtrare notizie sulle loro condizioni.
Bombardati in casa da 48 ore. Le forze Isaf non hanno invece interrotto la loro campagna nei dintorni di
Garmsir, provincia meridionale di Helmand, una delle roccaforti talebane e del
traffico di oppio. La stessa azione congiunta di attacchi via terra e raid aerei
che mercoledì aveva portato all'uccisione di 6 civili neutrali nel distretto di
Grishk, come ammesso dalla stessa missione Nato: "Abbiamo colpito per errore un'abitazione
dove si erano rifugiati dei talebani in fuga, uccidendo dei civili".
A seguito dell'offensiva odierna, i portavoce militari occidentali si sono vantati
di aver trovato "uno dei maggiori arsenali militari finora scoperti in quattro
anni di offensiva", con diverse stanze ripiene di mine anti uomo, 20 missili anticarro,
bazooka, kalashnikov e mitra di varie fogge e calibri.
Cosa è un 'supposto talebano' Piccolo particolare: nell'operazione, indetta nonostante l'appello Onu al 'cessate-il-fuoco',
sono morte 40 persone. Il freddo comunicato ufficiale Nato parla di 'supposti
talebani' morti sotto i bombardamenti. Una denominazione che da quattro mesi a
questa parte compare sempre più spesso nei comunicati Nato, a seguito di diverse
stragi di civili che erroneamente in un primo momento venivano definiti come 'insorti'
o 'talebani'. Fonti indipendenti contattate da
PeaceReporter in Lashkar-gah, capoluogo in Helmand, hanno riferito voci trapelate da ambienti
vicini ai talebani. Secondo i combattenti islamici, i morti di oggi andrebbero
ascritti semplicemente al computo delle vittime civili. Ma dall'ospedale di Emergency
del capoluogo helmandiano fanno notare come "non abbiamo avuto nella giornata
odierna un grande afflusso di civili in cerca di cure, cosa successa invece immancabilmente
nel caso di altre stragi di civili, come successo in marzo a Baghran". Dove sta
la verità? Di solito nel mezzo. Di sicuro le omissioni Nato e l'abitudine dei
militari occupanti a presentare normali cittadini morti sotto i bombardamenti
come combattenti talebani uccisi in azioni di guerra non aiutano a comprendere
cosa significhi oggi, nel lessico afgano, 'supposto talebano'.