Si terrà a Roma Eucoco 2007, la conferenza internazionale per la questione del Sahara Occidentale
scritto per noi da
Giulio Maria Piantadosi
Ripresa dei colloqui di pace tra Fronte
Polisario e Marocco, denuncia delle violazioni dei diritti umani nei
territori occupati, sostegno ai profughi saharawi in Algeria.
Sono questi i temi al centro di Eucoco
2007, la conferenza internazionale di solidarietà con il
popolo saharawi che ogni anno si tiene in un paese europeo.
Quest'anno si svolgerà a Roma, dal 19 al 21 ottobre .
Una lunga storia. A organizzarla
sono i movimenti che, da 30 anni, appoggiano la lotta dei saharawi
per l’autodeterminazione. Una battaglia iniziata nel 1975, quando
il Marocco ha invaso il Sahara Occidentale, l’ultima colonia
spagnola in Africa.
Pochi passi avanti sono stati fatti
dopo gli incontri alle Nazioni Unite a a New York a giugno e agosto,
quando il Fronte Polisario (movimento politico – militare
indipendentista saharawi) e il governo del Marocco sono tornati a
sedersi attorno ad un tavolo dopo anni di blocco nei rapporti
bilaterali. Ma è già un risultato positivo la decisione
di fare un terzo incontro, che probabilmente si terrà a
Ginevra entro la fine dell’anno.
“Vogliamo vigilare sui colloqui di
pace, perché crediamo che i movimenti di solidarietà
possano avere un ruolo importante nella risoluzione del conflitto nel
Sahara Occidentale”, dice Luciano Ardesi, tra i promotori del
convegno.
I saharawi chiedono l’indipendenza,
ma il Marocco è disposto solo a concedere un’autonomia
all’interno del regno di Mohamed VI.
“Noi non siamo contrari alla proposta
di autonomia di Rabat. Ma deve essere il popolo saharawi a scegliere
in un referendum tra indipendenza ed autonomia sotto il Marocco”,
spiega Omar Mih, rappresentate in Italia del Fronte Polisario.
Occupazione e repressione. Poi
c’è la questione dei diritti umani. “Le violazioni nei
territori occupati sono sempre più gravi”, aggiunge Ardesi.
Il 12 ottobre, un gruppo di attivisti internazionali ha denunciato
alla Commissione Onu sulla decolonizzazione le continue violenze
commesse contro i saharawi che vivono nelle città occupate dal
Marocco. “Una repressione nascosta dal regime di Rabat che
impedisce ai giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani
l’ingresso nel Sahara Occidentale”, continua Ardesi.
Alla conferenza è prevista anche
la presenza di Mohamed Abdelaziz, presidente della Rasd, la
repubblica saharawi in esilio. Una delegazione saharawi si incontrerà
con i rappresentanti del governo italiano, a cui il Polisario
chiederà più aiuti per migliorare le condizioni di vita
dei saharawi rifugiati che vivono nei campi profughi in Algeria.
“Oggi i campi sono molto cambiati. Non si tratta solo di
costruire nuovi ospedali o nuove scuole: chi si occupa di
cooperazione internazionale deve essere in grado di capire le nuove
esigenze della società saharwi”, sottolinea Ardesi.
Ma il nodo rimane strettamente
politico. “Se il Marocco accetta il referendum possiamo risolvere
in un mese il conflitto nel Sahara Occidentale”, dice Omar Mih. E
spiega che Roma è stata scelta come sede di Eucoco
anche perché il governo italiano, da quando è membro
del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha fatto molto per riportare
nell’agenda internazionale il conflitto del Sahara. Una conferenza
che però non vuole rimanere chiusa dentro un centro congressi.
Venerdì 19 ci sarà un presidio in strada per chiedere
ancora una volta di non dimenticare il diritto di un popolo a
decidere del proprio futuro.