16/10/2007versione stampabilestampainvia paginainvia



Si terrà a Roma Eucoco 2007, la conferenza internazionale per la questione del Sahara Occidentale
scritto per noi da
Giulio Maria Piantadosi

 
Ripresa dei colloqui di pace tra Fronte Polisario e Marocco, denuncia delle violazioni dei diritti umani nei territori occupati, sostegno ai profughi saharawi in Algeria.
Sono questi i temi al centro di Eucoco 2007, la conferenza internazionale di solidarietà con il popolo saharawi che ogni anno si tiene in un paese europeo. Quest'anno si svolgerà a Roma, dal 19 al 21 ottobre .

un campo profughi saharawi in algeria - -foto di christian eliaUna lunga storia. A organizzarla sono i movimenti che, da 30 anni, appoggiano la lotta dei saharawi per l’autodeterminazione. Una battaglia iniziata nel 1975, quando il Marocco ha invaso il Sahara Occidentale, l’ultima colonia spagnola in Africa.
Pochi passi avanti sono stati fatti dopo gli incontri alle Nazioni Unite a a New York a giugno e agosto, quando il Fronte Polisario (movimento politico – militare indipendentista saharawi) e il governo del Marocco sono tornati a sedersi attorno ad un tavolo dopo anni di blocco nei rapporti bilaterali. Ma è già un risultato positivo la decisione di fare un terzo incontro, che probabilmente si terrà a Ginevra entro la fine dell’anno.
“Vogliamo vigilare sui colloqui di pace, perché crediamo che i movimenti di solidarietà possano avere un ruolo importante nella risoluzione del conflitto nel Sahara Occidentale”, dice Luciano Ardesi, tra i promotori del convegno.
I saharawi chiedono l’indipendenza, ma il Marocco è disposto solo a concedere un’autonomia all’interno del regno di Mohamed VI.
“Noi non siamo contrari alla proposta di autonomia di Rabat. Ma deve essere il popolo saharawi a scegliere in un referendum tra indipendenza ed autonomia sotto il Marocco”, spiega Omar Mih, rappresentate in Italia del Fronte Polisario.

una bimba saharawi nel deserto - foto di chirstian eliaOccupazione e repressione. Poi c’è la questione dei diritti umani. “Le violazioni nei territori occupati sono sempre più gravi”, aggiunge Ardesi. Il 12 ottobre, un gruppo di attivisti internazionali ha denunciato alla Commissione Onu sulla decolonizzazione le continue violenze commesse contro i saharawi che vivono nelle città occupate dal Marocco. “Una repressione nascosta dal regime di Rabat che impedisce ai giornalisti e alle organizzazioni per i diritti umani l’ingresso nel Sahara Occidentale”, continua Ardesi.
Alla conferenza è prevista anche la presenza di Mohamed Abdelaziz, presidente della Rasd, la repubblica saharawi in esilio. Una delegazione saharawi si incontrerà con i rappresentanti del governo italiano, a cui il Polisario chiederà più aiuti per migliorare le condizioni di vita dei saharawi rifugiati che vivono nei campi profughi in Algeria.
“Oggi i campi sono molto cambiati. Non si tratta solo di costruire nuovi ospedali o nuove scuole: chi si occupa di cooperazione internazionale deve essere in grado di capire le nuove esigenze della società saharwi”, sottolinea Ardesi.
Ma il nodo rimane strettamente politico. “Se il Marocco accetta il referendum possiamo risolvere in un mese il conflitto nel Sahara Occidentale”, dice Omar Mih. E spiega che Roma è stata scelta come sede di Eucoco anche perché il governo italiano, da quando è membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha fatto molto per riportare nell’agenda internazionale il conflitto del Sahara. Una conferenza che però non vuole rimanere chiusa dentro un centro congressi. Venerdì 19 ci sarà un presidio in strada per chiedere ancora una volta di non dimenticare il diritto di un popolo a decidere del proprio futuro.