Il presidente
somalo, Abdullahi Yusuf, ha nominato oggi Nur Hassan Hussein come
nuovo primo ministro, ponendo così fine a una crisi politica
cominciata tre settimane fa, con le dimissioni di Mohammed Gedi. Il
nuovo premier, presidente della Mezzaluna Rossa somala, vanta una
lunga carriera nelle forze di polizia. A lui il compito di
traghettare la Somalia fuori da una crisi che dura da 17 anni.

Hussein ha
accettato l'incarico, pronunciando solo poche parole di circostanza
in una conferenza stampa organizzata poco dopo la nomina.
Ex-ufficiale della polizia coloniale italiana prima
dell'indipendenza, Hussein ha poi servito in vari corpi delle forze
di sicurezza, occupandosi principalmente di reati fiscali. La sua
scelta sembra essere un compromesso per soddisfare le richieste del
clan Hawiye, di cui Hussein fa parte, e la comunità
internazionale, visti i buoni rapporti che il nuovo premier ha con le
istituzioni internazionali.
Sempre a capo
della Mezzaluna Rossa nei 17 anni di guerra civile, Hussein si è
distinto nell'assistenza umanitaria ai civili. A lui spetterà
il difficile compito di tenere assieme un governo diviso dalle
rivalità tra clan, trattare con gli insorti vicini alle Corti
islamiche e agli Hawiye, e convincere le truppe etiopi presenti nel
Paese a ritirarsi.
In guerra civile
dal 1991, la Somalia è teatro di frequenti scontri tra gli
insorti e le truppe somalo-etiopi, che controllano Mogadiscio dallo
scorso dicembre. I combattimenti hanno fatto più di un milione
di sfollati e mezzo milione di vittime.