
Erano operai e ingegneri della zona. Lavoravano da settimane
sulle montagne del Nuristan, nell’est dell’Afghanistan, per costruire una
strada per conto delle forze militari statunitensi. Dormivano nelle tende ai
margini del cantiere l’altra notte quando l’aviazione Usa li ha bombardati.
Pare non ci siano sopravvissuti. Sayed Noorullah Jalili, direttore della ‘Amerifa’,
l’azienda di Kabul appaltata per il lavoro, ha parato di almeno 14 morti. Il
fatto è avvenuto lunedì notte, ma se ne è avuta notizia solo questa mattina viste
le difficoltà dei contatti con il remoto luogo dell’incidente.
I comandi della Nato non hanno per ora commentato, pur
confermando il bombardamento. Il portavoce Isaf, brigadier generale Carlos
Branco, ha dichiarato che l’intervento dell’aviazione era stato chiesto per colpire
un gruppo di talebani che avevano attaccato le forze Isaf nei distretti di Nurgaram
e Du Ab.
Secondo le autorità locali si sarebbe trattato di un errore
dei piloti Usa, che avrebbero ricevuto informazioni sbagliate sulla presenza di
forze nemiche in quella zona.
L’aviazione Nato in Afghanistan è stata spesso criticata per
la sua abitudine di ordinare bombardamenti sulla base di coordinate e
informazioni sommarie.
Secondo la Commissione afgana indipendente per i diritti
umani (Aihrc), la maggior dei 1.400 civili morti in Afghanistan quest’anno sono
stati vittime delle azioni militari della Nato e dell’esercito afgano.