Contratto record per il petrolio iraniano. Esclusiva per il gas birmano. Pechino sfrutta gli embarghi altrui
scritto da gianluca Ursini

Mentre la diplomazia statunitense usa il potere commerciale di embargo come leva
per la sua politica estera, il suo maggiore competitore (in potenza), sfrutta
abilmente i vuoti lasciati dalle politiche sanzionatorie. La Cina ha infatti concluso
nell'ultima settimana due accordi nel settore idrocarburi di fondamentale importanza,
legandosi a nemici di Washington in cerca di partner.
Myanmar Sinopec, maggiore azienda statale nel settore idrocarburi, si è aggiudicata,
con la sudcoreana
Daewoo, lo sfruttamento del più grande giacimento di gas birmano a Shwe, battendo la
concorrenza indiana e francese. Il valore totale è di 218 miliardi di metri cubi
di gas. L'accordo è stato trattato dalla
Daewoo direttamente con il regime birmano, ma a trarne beneficio saranno i cinesi,
che adesso accelereranno per la costruzione di un oleodotto verso il loro confine
meridionale. Sono previsti 80 milioni metri cubi di gas al giorno verso il Myanmar.
Secondo la ong
Human rights watch nel 2006 la dittatura birmana ha guadagnato 2,16 miliardi di dollari dalle rendite
del gas, pari a metà del totale delle esportazioni nazionali. I maggiori concorrenti
della Sinopec-Daewoo per l'asta erano la società statale indiana e la Total francese.
Il fabbisogno di gas indiano aumenta vertiginosamente: tra 15 anni sarà di quasi
400 milioni di metri cubi quotidiani.
Iran Due miliardi di dollari annui di rendita per Teheran, per una riserva totale
pari a 3,2 miliardi di barili. Utilizzo esclusivo del campo di Yadavaran, al confine
iracheno, riva destra del fiume Shatt el Arab, forte di una proiezione da 185mila
barili giornalieri fino al 2014. Questo l'annuncio congiunto dato da Sinopec,
nella persona dell'amministratore Zhu Baixiu, e dal ministro per l'energia iraniano
Gholam Hossein Nozari a inizio settimana. SinoPec si inserisce qui in un gioco
diplomatico ben più complesso delle semplici sanzioni chieste da Washington contro
il nucleare di Teheran. I persiani usano contratti come questi anche per mettere
pressione ai loro partner storici, che iniziano a tentennare sotto gli ammonimenti
americani. Come la francese Total, che già sta per essere scalzata dai cinesi
in Myanmar, e che ha ricevuto un ultimatum dagli iraniani. Entro il giugno 2008
si deve passare dal contratto preliminare all'accordo di sfruttamento definitivo
per 'Pars sud', il maggiore giacimento mondiale di gas naturale, sul Golfo, sud
di Busherh, all'altezza del Bahrein. Altrimenti i francesi faranno la fine dei
giapponesi Inpex: dietro le pressioni degli Esteri di Washington, si sono ritirati
dall'impegno a sfruttare Azadegan, maggiore giacimento persiano di petrolio. Sono
stati prontamente rimpiazzati da Sinopec. Ai quali la politica sanzionatoria di
Washington deve sembrare favolosa. Finchè ci saranno nemici degli Usa in giro
per il mondo, però: le proiezioni della università John Hopkins danno il petrolio
iraniano in esaurimento per l'anno 2014.