07/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente boliviano contro alcuni partiti europei e statunitensi
Il presidente della Bolivia, Evo Morales, attacca i partiti statunitensi, europei e la destra boliviana accusandoli di complottare alle sue spalle per far cadere il governo da lui presieduto e le riforme da lui volute.

Il presidente boliviano Evo MoralesNon fa nomi, il presidente cocalero. Non li ha mai fatti anche se l'ambasciatore statunitense in Bolivia, Phillip Goldberg e l'agenzia di cooperazione Usaid sarebbero nel mirino delle critiche del governo di La Paz. Nei mesi scorsi, però, il Juan Ramon Quintana, ministro alla presidenza aveva attaccato duramente l'ex capo del governo spagnolo Josè Maria Aznar sostenendo di essere il leader della campagna contro i presidenti di “sinistra” in America Latina. Ma Morales ha rincarato la dose. “Non è causale che alcuni partiti politici spagnoli, statunitensi e europei cerchino di pianificare sistematicamente il modo per far cadere questi governi, non solo quello boliviano” ha detto il presidente del Paese andino.
Secondo quanto affermato dal presidente boliviano la crociata contro il suo governo sarebbe capeggiata dai settori conservatori della destra boliviana di Santa Cruz (la provincia più ricca ed industrializzata del Paese). Non solo. Morales ha anche affermato che la cospirazione riguarderebbe anche gli altri stati latino americani dove è in atto un processo di cambiamento politico.
Parole chiave: Bolivia Peacereporter
Categoria: Diritti
Luogo: Bolivia