16/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La firmano tre senatori e un esponente di Rifondazione a partire dalle notizie rese pubbliche da PeaceReporter
 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

AL MINISTRO DELLA DIFESA



Premesso che

Alcuni quotidiani riportano del giorno 16/01/2008 riportano la notizia diffusa dall'agenzia di stampa Peacereporter secondo la quale le truppe italiane sarebbero state impiegate in alcune operazioni di guerra in Afghanistan;

tali atti di guerra andrebbero sotto il nome di operazione segreta 'Sarissa';

secondo quanto diffuso da Peacereporter dall’estate 2006 è operativa nell’ovest dell’Afghanistan la Task Force 45, definita dagli esperti “la più grande unità di forze speciali mai messa in campo dall’Italia dai tempi dell’operazione Ibis in Somalia”, comprendente i Ranger del 4° Alpini, gli incursori del Comsubin, il 9° Col Moschin e il 185° Rao della Folgore;

sarebbero circa duecento uomini, impegnati fin dal settembre 2006 nell’operazione segreta volta a combattere i talebani a fianco delle Delta Force statunitensi e delle Sas britanniche, in particolare nella provincia occidentale di Farah;

l’ultima battaglia a cui gli italiani avrebbero preso parte risale allo scorso novembre, per la riconquista del distretto del Gulistan, quando pare siano entrati in azione gli elicotteri da attacco italiani A-129 Mangusta e i cingolati da combattimento Vcc-80 Dardo;

secondo quanto pubblicato sul sito di Peacereporter in primavera pare sia prevista un’offensiva talebana senza precedenti, in vista della quale Stati Uniti e Nato pretenderebbero un maggiore impegno bellico da parte di tutti gli alleati, Italia compresa;

nello stesso articolo si preannuncia che al vertice annuale della Nato all’Italia verrà esplicitamente chiesto di mandare i nostri soldati a combattere.

Considerato che:

la situazione in Afghanistan è drasticamente peggiorata nell’ultimo anno;

il 2007 si è chiuso con oltre 7mila morti, di cui almeno 1.400 civili uccisi in gran parte dai bombardamenti aerei della Nato;

secondo un recente rapporto del Senlis Council intitolato "Afghanistan sull’orlo del precipizio" i talebani controllano il 54 percento del territorio afgano, sono attivi in un altro 38 percento (compresa la provincia ‘italiana’ di Herat) e minacciano ormai la stessa capitale Kabul, la cui difesa è ora responsabilità dei soldati italiani;

la richiesta, fatta in Senato al momento del rifinanziamento, di avere un costante monitoraggio sulla missione italiana in Afghanistan non è stata rispettata.

Per sapere:

se risponda al vero la partecipazione di truppe italiane all'operazione segreta 'Sarissa';

qualora le truppe italiane abbiano partecipato a quell'operazione, quali siano stati i suoi effetti;

quali siano le reali regole d'ingaggio cui si debbono attenere i nostri soldati in territorio afghano;

se il ministro intenda chiarire, anche a seguito di queste rivelazioni, quale sia la reale natura della missione italiana in Afghanistan.


Sen. Lidia B. Menapace

Sen. Francesco Martone

Sen. Del Roio Josè Luiz

Giannini Fosco









Roma, 16 gennaio 2008

Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Italia