21/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli agrocomunbustibili sono più nocivi per l'ambiente di quelli fossili
Gli scienziati dell'Istituto Smithsonian di Panamá non hanno dubbi: gli agrocombustibili possono essere più nocivi per l'ambiente dei combustibili fossili. Canna da zucchero e soia, usati rispettivamente per etanolo e biodiesel, producono sì un ribassamento delle percentuali inquinanti rispetto alla benzina, ma l'impatto ambientale è devastante, e considerando tutti i parametri è la situazione andrà a peggiorare. Primo fra tutti, il lavoro schiavo e altre forme di sfruttamento dei lavoratori del campo.

FAGIOLIDati alla mano. Si tratta di considerazioni fatte dal Smithsonian quale base di uno studio divulgato in Svizzera alla fine del 2007. La ricerca ha analizzato 26 distinti tipi di agrocombustibili prodotti nel mondo, questi i risultati: 21 riducono fino al 30 percento le emissioni nocive che contribuiscono all'effetto serra rispetto al petrolio. Ma 12 risultano complessivamente peggiori per l'ambiente. E sono i combustibili da canna da zucchero, da palma africana, da soia e da mais. Esattamente quelli che più vengono prodotti nel continente americano, Stati Uniti compresi.

fagioli di varie qualitàIl parere. Il fatto che prodotti coltivati per fini energetici stiano pian piano invadendo le terre destinate agli alimenti è un fatto innegabile che alla lunga andrà a incidere sull'inflazione del prezzo di ortaggi e frutta. Il professore brasiliano Pedro Ramos, economista di grande fama, docente dell'Università statale di Campinas, San Paolo, fa l'esempio dei fagioli, che sembrano essere quelli che per primi risentiranno della corsa alle biocombustibile.

Prezzi in alto. Nonostante al Brasile mai mancheranno aree disponibili per l'agricoltura, queste saranno sempre più distanti dai centri urbani e ciò andrà a incidere sul prezzo degli alimenti, facendolo lievitare. Se a ciò vi aggiungiamo le conseguenze dei cambiamenti climatici, che nel 2007 hanno portato a una raccolta particolarmente scarsa, i conti sono presto fatti: 113 dollari per un sacco che prima ne costava 33,89. E questo secondo il ministero dell'Agricoltura.

Stella Spinelli

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