scheda conflitti: Israele - Libano
Israele invase il Libano nel 1982.  Il piano dei vertici politici e militari israeliani, che affidarono il comando dell’operazione chiamata “Pace in Galilea”  al generale Ariel Sharon, era di cancellare definitivamente le basi della resistenza palestinese in Libano. Dal Paese dei cedri infatti, i miliziani palestinesi si erano riorganizzati dopo la cacciata dei vertici dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina dalla Giordania (dopo la crisi di Settembre Nero), e avevano fatto della zona meridionale del Libano (disseminata di campi profughi dove vivevano i 300mila palestinesi sfuggiti alla guerra del 1967) il loro quartier generale. L’operazione israeliana prevedeva ufficialmente la creazione di una fascia di sicurezza di 40 km per poter tenere al sicuro il nord del paese da attacchi. Ma a fine giugno gli israeliani i trovano alle porte di Beirut.  Il governo israeliano lanciò il suo esercito contro diverse fazioni libanesi: contro la milizia sciita di  Amal, guidata da Nabih Berry, dopo la scomparsa di Moussa Sadr in Libia nel 1978, contro le truppe del governo libanese (appoggiate dall’Arabia Saudita, dalla Siria e dall’Iran), contro il Fronte di Liberazione del comandante Ahmed Jibril e i vari partiti di sinistra presenti in Libano. Alleati principali di Israele sono i miliziani cristiani della Falange. Alla fine del 1982, da un'ala dissidente di Amal, nasce Hezbollah, milizia apertamente finanziata dall’ Ambasciata iraniana di Beirut e organizzazione sorella di Amal islamico (creato in seguito alla decisione di Nabih Berri di far parte del  Comite de salut formato nel giugno 1982 dal presidente Elias Sarkis) , diretti dai guardiani della rivoluzione iraniana che la Siria ha introdotto nella valle della Bekaa nel 1982. In pochi mesi tutto il Sud del Libano viene controllato da Hezbollah. Nel 1985 Hezbollah lancerà il suo primo programma politico sotto forma di un “appello ai diseredati”, costruendo il suo quartier generale nella periferia Sud di Beirut. Nel 1985 Israele si ritira dal Libano restando solo in una “fascia di sicurezza” che libererà nell’anno 2000. Circa 15mila persone (tra le quali circa 1000 soldati israeliani) morirono nell’invasione israeliana del Libano. Nonostante il ritiro di Israele dal Libano nel maggio 2000, resta contesa la zona delle fattorie di Sheba’a (nel sud del Libano, a ridosso della frontiera israeliana)  e continuano gli scontri tra Hizbollah e l’esercito israeliano, che spesso compiva azioni di rappresaglia in territorio libanese.  La crisi è di nuovo esplosa, l’11 luglio 2006, quando un commando Hizbollah ha attaccato e distrutto un’unità militare israeliana in Israele generando una dura reazione. Dal 13 agosto è in vigore una tregua, dopo il voto di una risoluzione dell'Onu che prevede il dispiegamento di una forza d'interposizione delle Nazioni Unite. Nel conflitto hanno perso la vita 1033  libanesi (dei quali 55 miliziani di Hezbollah e di Amal per il Libano, mentre non meno di 250 per i militari israeliani) e 160 israeliani, 41 dei quali civili.