Daghestan
bandiera
 
Ordinamento politico: Repubblica 
Capitale: Makhachkala
Superficie: 50 mila Kmq
Popolazione: 2 milioni
Lingua: daghestano e russo
Religione: musulmani
Prodotti esportati: prodotti agricoli

GEOGRAFIA

Il Daghestan, grande come la Scozia, è una delle repubbliche costituenti la Federazione Russa. E' situato sulla costa occidentale del Mar Caspio e confina a ovest con la Cecenia, a sud con la Georgia e l'Azerbaijan, a nord con la regione russa di Stavropol. Il suo ambiente è nettamente diviso in due: le alte montagen del Caucaso a sud e le pianure della depressione caspica e della steppa di Nogai a nord.



POPOLAZIONE

I due milioni di daghestani sono divisibili in tre grandi gruppi. Le popolazioni di origine caucasica discendenti dalle varie tribù indigene (Avari, Lezghin, Darghin, Lakh) che abitano sulle montagne del sud e costituiscono oltre la metà della popolazione. Il resto si divide in popolazioni di origine turco-altaica (soprattutto Kumyk) nelle zone centrali e immigrati slavi di origine russa nel nord.
La situazione sociale nel Paese è critica. La disoccupazione riguarda l'80 per cento della popolazione. La distribuzione della ricchezza è tale per cui le ducento famiglie più ricche del Paese (il 2 per cento della popolazione) possiedono l'85 per cento della ricchezza nazionale.



STORIA

Il Daghestan (il cui nome significa "Paese delle Montagne") è stato annesso all'Unione Sovietica nel 1921. Nel 1991 è diventata una Repubblica autonoma, e l'anno successivo è entrata a far parte della Federazione Russa. Nel 1999, migliaia di guerriglieri islamici provenienti dalla vicina Cecenia hanno invaso le regioni occidentali del Paese nel tentativo di "liberare" il Daghestan dalla dominazione russa e di farne uno Stato islamico federato a quello ceceno. Un'ipotesi che non suscita alcuna simpatia tra la popolazione daghestana.
Mosca, che proprio in quel periodo stava progettando di costruire in Daghestan un oleodotto che aggurasse l'instabile territorio ceceno, inviò 20 mila soldati e riuscì, con non poche difficoltà, a respingere i mujaheddin in Cecenia. I bombardamenti dell'aviazione russa causarono molte vitime tra i civili daghestani e almeno 10 mila profughi.
Questi fatti, assieme alla sanguinosa ondata di attentati ceceni che nello stesso periodo colpirono la Russia causando oltre 300 morti, portarono Mosca a iniziare la seconda guerra cecena (la prima si era combattuta tra il 1994 e il 1996).