Nome ufficiale: |
Republic of Malawi |
Ordinamento politico: |
Repubblica |
Governo attuale: |
Bingu wa Mutharika, presidente eletto dal maggio
2004 |
Capitale: |
Lilongwe |
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Superficie: |
118.480 Kmq |
Popolazione: |
12.100.000 abitanti |
Densità: |
100,2 ab./Kmq |
Crescita demografica annua: |
2,02% |
Lingua: |
Inglese e chichewa (ufficiali), nyanja, lao, ngoni |
Religione: |
Protestante, cattolica, musulmana |
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Popolazione urbana: |
15,9% |
Alfabetizzazione: |
61,8% (75,5% maschi; 48,7% femmine) |
Mortalità infantile: |
11,3% |
Aspettativa di vita: |
38 anni |
Tasso HIV/AIDS: |
14,2% |
Indice sviluppo umano: |
0.388 – 165esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Kwacha del Malawi |
PIL: |
1.700 milioni USD |
Ripartizione PIL: |
Agricoltura 38,4%; Industria 14,9%; Terziario 46,7% |
Crescita economica (2004): |
3,9% |
Reddito nazionale lordo per ab.: |
160 USD/ab. |
Pop. sotto soglia povertà: |
55% |
Inflazione: |
9,5% |
Esportazioni: |
486 milioni USD |
Importazioni: |
647 milioni USD |
Principali risorse economiche: |
Turismo, industria agroalimentare |
Spese militari: |
11,1 milioni USD (0,65% del PIL) |
GEOGRAFIA
Stretto tra il Mozambico a sud e
a est, lo Zambia a ovest e la Tanzania a nord e a est, il Malawi è occupato per
un quinto del suo territorio dall’omonimo lago, il terzo per grandezza di tutta
l’Africa, che costituisce in buona parte anche il confine con il Mozambico.
Situato nel mezzo della Great Rift Valley, il paese è costituito da una varietà
di climi e di vegetazione a seconda della latitudine e dell’altitudine
(importanti gli altipiani di Nyika e Viphya).
Il paese è a clima
sostanzialmente temperato, con una stagione secca da maggio a novembre in cui
si raggiungono anche i 32 gradi, mentre da novembre a aprile le temperature
calano fino ai 21 gradi.
STORIA
Protettorato inglese fino al 1964,
il territorio del Nyasaland conquista l’indipendenza e cambia nome in Malawi.
Primo presidente, e unico fino al 1994, è Hastings Banda, fondatore del
Nyasaland African Congress e più volte incarcerato dalle autorità britanniche
durante la lotta per l’indipendenza.
Banda governa con pugno di ferro
il paese, imprigionando gli oppositori politici e non tollerando alcuna critica
al suo governo, che secondo il calcolo di un quotidiano locale farà uccidere o
sparire 250.000 persone durante i suoi 30 anni di governo. Seguono le elezioni
farsa del 1978, dove Banda controlla e approva personalmente le candidature
alla presidenza cassandone il 90%, nonostante nel 1971 si fosse proclamato
“presidente a vita”. Ma le congiunte pressioni internazionali e interne costringono
Banda, complice una grave crisi economica e la fine degli aiuti dall’estero, a
indire un referendum che nel 1993 apre la strada a Bakili Muluzi dell’Udf
(United Democratic Front), che l’anno successivo viene eletto presidente.
Muluzi ripristina il
multipartitismo e le libertà civili, oltre a far processare Banda nel 1995 per
i crimini commessi. L’ex-presidente se la caverà con delle pubbliche scuse,
mentre la crisi economica persistente e le accuse (fondate) di corruzione
minano il governo di Muluzi. Rieletto nel 1999, Muluzi ha provato più volte a
modificare la Costituzione per poter ottenere un terzo mandato presidenziale,
ma la resistenza del Parlamento ha permesso l’ascesa al potere di Bingu wa
Mutharika, eletto nel maggio 2004.
POLITICA
La corruzione caratterizza ancora
il regime politico del Malawi, sebbene Mutharika abbia avviato un’apparente
“ripulitura” della classe dirigente che ha visto tra le vittime illustri anche
Muluzi, il cui processo non si è ancora concluso. Provvedimenti dovuti anche
perché la ripresa degli aiuti economici da parte delle istituzioni
internazionali è subordinata al raggiungimento dell’obiettivo.
Il programma ha provocato anche
un certo rimescolamento nei rapporti di potere all’interno del Parlamento, con
l’Udf che ha visto incriminati alcuni suoi membri e è stato così costretto a
cercare nuove alleanze.
SOCIETA'
I continui disastri naturali, che
siano siccità (l'ultima delle quali all'inizio del 2006) o piogge torrenziali,
hanno reso il Malawi dipendente dagli aiuti
internazionali. L’aspettativa di vita è una delle più basse al mondo, al
contrario della percentuale della popolazione affetta da Hiv, molto alta. Più
della metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà e l’agricoltura,
già poco sviluppata, sta subendo la pressione di un consistente aumento
demografico.
ECONOMIA
Una delle priorità da risolvere
sarà quella del ripristino delle infrastrutture, prime fra tutte le linee di
comunicazione con Mozambico e Tanzania. L’agricoltura impiega la maggior parte
della forza lavoro nella coltivazione del tabacco, ma la recente siccità ha
influito molto sugli ultimi raccolti.
Con l’industria e il terziario
poco sviluppati, l’unica prospettiva di sviluppo per il paese sembra quella
dell’assistenza da parte delle istituzioni internazionali, ma anche con massicce
iniezioni di denaro dall’estero il paese continua a rimanere uno dei più poveri
di tutta l’Africa.
Le speranze per un futuro
sviluppo economico risiedono quasi esclusivamente sullo sfruttamento delle
ricchezze del sottosuolo, tra cui oro, uranio, diamanti e fosfati, anche se per
il momento l’unica industria estrattiva avviata è quella carbonifera.
MASS MEDIA
Sono finiti i tempi bui del
regime di Banda, in cui i giornalisti che denunciavano le malversazioni
della
classe politica venivano uccisi o sparivano semplicemente. Dalla
presidenza di Muluzi in poi il controllo sui mezzi di informazione si è
notevolmente attenuato. Malgrado ciò, si registrano ancora violenze
saltuarie contro giornalisti dell'opposizione, condotte soprattutto da
bande giovanili vicine all'Udf, che rimangono impunite.