scritto per noi da
Viola Conti
Rio de Janeiro si conferma una delle città più violente al mondo. Il Tribunale
elettorale superiore (Tse) del Brasile ha infatti deciso di autorizzare l’Esercito
a presidiarla in vista delle amministrative del 5 ottobre prossimo. Armi dispiegate
a garanzia della libertà di voto. Non bastano dunque poliziotti, agenti della
polizia militare e corpi speciali per evitare che il narcotraffico detti legge
fra le urne delle favelas più pericolose del paese: occorrerà militarizzare la
città. È la prima volta che il Brasile è costretto a smobilitare l’esercito durante
una campagna elettorale. Finora i militari erano stati impiegati solo per proteggere
le urne in casi estremi, ma mai per proteggere i candidati.
Per il diritto alla libertà di voto. Il governatore dello Stato di Rio, Sérgio Cabral, deve ancora essere ufficialmente
consultato, ma intanto si è già detto disposto ad accettare il dispiego di soldati
in nome della sicurezza dei cittadini. “L’importante è garantire il diritto alla
democrazia”, ha precisato. Di tutt’altro avviso, invece, il vicegovernatore, Luis
Fernando Pezão, che si è detto contrario a questa misura tanto estrema.
Contro la dittatura della violenza. Il presidente del Tribunale, Ayres Britto, ha giustificato così l’iniziativa:
“Il Tse è obbligato ad assicurare la libertà del processo elettorale. Dobbiamo
uscire da questa inerzia, dal marasma e dal conformismo. Non abbiamo il diritto
di arrenderci”. Parole che si riferiscono al ricatto che i trafficanti di droga
sono soliti fare alla città, tenuta sotto costante minaccia dalle varie bande.
Per avere il controllo sul risultato elettorale, infatti, i capi narcos hanno
minacciato di ricorrere alla violenza pur di far votare i propri candidati e impedire
che vengano, quindi, elette persone lontane dal loro controllo. Avere in mano
la maggioranza dei comuni carioca è una questione prioritaria per le bande che
si spartiscono il potere e queste elezioni sono una tentazione troppo forte.
A mali estremi... I militari, dunque, sono visti come l’unica maniera per contrastare questa onnipotenza,
visto che molti reparti della polizia sono ormai corrotti dagli stessi narcos.
E per permettere ai candidati anti-bande di fare campagna elettorale sono indispensabili
scorte armate e incorruttibili. E’ infatti al vaglio dei responsabili delle elezioni
la mappa dei punti più cruciali di Rio, in modo da dispiegare un numero sufficiente
di truppe armate fino ai denti e con licenza di sparare.