Il pacchetto di riforme è necessario per portare la Turchia agli standard democratici dell'Unione europea. Questa la posizione dell'Akp, mentre l'opposizione contesta la riforma sostenendo che politicizzi il sistema giudiziario, indebolisca l'impianto laico dello stato e rafforzi il partito al governo.
Le norme che hanno suscitato più scontri sono quelle riguardanti la nomina dei membri della Corte Costituzionale e del Consiglio supremo dei giudici e dei procuratori. L'opposizione ritiene che la riforma li ponga sotto il controllo del parlamento e del governo. Molto dibattuta anche la norma che permetterebbe al parlamento di bloccare le procedure giudiziarie per la chiusura di partiti, procedura a cui lo stesso Akp era stato sottoposto nel 2008 per attività anti-laiche. All'epoca il partito non fu sciolto perché la Corte Costituzionale preferì evitare una grave crisi politica.
Anche l'emendamento che consente di processare gli ufficiali autori del golpe del 1980 ha provocato dure reazioni, così come quello che sottoporrebbe alla giustizia civile i vertici militari e il presidente del parlamento per crimini commessi nell'esercizio. Controversa anche una norma che potrebbe portare all'abolizione del divieto di indossare il velo nelle università. Il pacchetto contiene inoltre alcuni emandamenti per vietare lo sciopero generale, autorizzare l'iscrizione a più sindacati e introdurre il contratto collettivo per alcune categorie per cui finora non era previsto.