PARTI IN CONFLITTO
Il conflitto politico
culturale tra il governo turco e la minoranza curda nel paese ha
una lunga storia alle spalle, che risale agli accordi di pace dopo il primo
conflitto mondiale quando, dopo lo scioglimento dell’impero ottomano, il
territorio abitato dai curdi viene smembrato tra turchia, Iraq, Iran e Siria.
L’opposizione curda al potere di Ankara è sempre stata un tema centrale della
politica turca, ma agli inizi degli anni Ottanta il conflitto diventa una vera
e proprio guerra. Il governo turco riceve armi soprattutto dagli Stati Uniti ma
anche da Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Spagna e Israele. I
guerriglieri curdi, ricevono armamenti e addestramento da Iran, Siria, Armenia.
In vent’anni di conflitto, perdono la vita circa 40mila
persone e i profughi sono centinaia di migliaia. Il fronte armato
dell’indipendentismo curdo è guidato dal Pkk (Partito Curdo dei lavoratoti) e
dal suo leader carismatico Abdullah Ocalan. Quest’ultimo, in fuga in Europa
prima e in Africa poi, viene catturato nel 1999. L'arresto di Ocalan manda in
crisi l’organizzazione indipendentista curda che decide lo scioglimento. Il
Partito dei Lavoratori Curdo lascia il posto al Congresso per la Libertà e la
Democrazia del Kurdistan (Kadek), al quale sono state affiancate, per solo
scopo difensivo, le Unità di Difesa del Popolo. Contestualmente, dal carcere
dove sconta l’ergastolo, Ocalan lancia appelli al dialogo e alla fine della
lotta armata e il movimento indipendentista curdo proclama, nell’aprile 2002,
una tregua unilaterale. Sembra aprirsi una stagione di dialogo, aiutata anche
dalle riforme, seppur minime, che il governo turco concede per soddisfare le
pressioni dell’Unione europea (nella quale la Turchia ambisce a entrare) e il
15 novembre 2003 il movimento indipendentista curdo rinuncia al separatismo, ma
per ragioni di auto-difesa non scioglie il suo braccio armato.
Le concessioni per il riconoscimento dell’identità curda sembrano dare i loro
frutti, ma nel 2004 fa la sua comparsa un gruppo chiamato Kongra Gel, che rivendica l'eredità
politica e militare del Pkk, senza riprendere ufficialmente la lotta armata. La
situazione nelle province a maggioranza curda, quelle dell’Anatolia
sudorientale, comincia a peggiorare e alcuni gruppi, che ormai si muovono in
modo indipendente, compiono azioni offensive, mentre l’esercito turco riprende
a utilizzare la violenza contro le popolazioni civili. Il 1 giugno del 2004,
con un comunicato, il ricostituito Pkk annuncia la ripresa delle ostilità. In
meno di due anni, tra attentati e rappresaglie militari, sono almeno 150 le
vittime degli scontri tra guerriglieri e militari turchi.
Il conflitto in Kurdistan turco non lascia indifferenti i paesi
confinanti. In particolare, dopo la fine del regime di Saddam Hussein, il
Kurdistan iracheno è diventato un punto di riferimento per tutte le comunità
curde, avendo praticamente ottenuto l’autogoverno oltre ad aver eletto un curdo
come presidente dell’Iraq. La Turchia, più volte, ha minacciato d’invadere
militarmente il nord dell’Iraq, dove i curdi sono la maggioranza e, nei giorni
scorsi, batterie d’artiglieria turca hanno cannoneggiato l’Iraq settentrionale,
accusato da Ankara di fungere da retrovia logistica per i ribelli curdi in
Turchia.
VITTIME
In vent’anni di conflitto sono circa 40 mila morti, migliaia i profughi. Dall'inizio del 2006, sono 113 i guerriglieri curdi uccisi e 79 i militari turchi morti.
RISORSE CONTESE
L'indipendenza del popolo curdo è il motivo di tensione tra le parti.
FORNITURE ARMAMENTI
Il governo turco riceve armi soprattutto dagli Stati Uniti ma anche da Gran Bretagna,
Germania, Francia, Italia, Spagna e Israele; i guerriglieri del PKK ricevono armamenti
e addestramento da Iran, Siria, Armenia.
SITUAZIONE ATTUALE
Dopo l'arresto del leader del PKK Abdullah Ocalan, il movimento
curdo ha dichiarato
una tregua unilaterale dall'aprile 2002. Il Partito dei Lavoratori
Curdo è stato
sciolto per far nascere il Congresso per la Libertà e la Democrazia del
Kurdistan
(KADEK), al quale sono state affiancate, per solo scopo difensivo, le
Unità di
Difesa del Popolo. Il 15 novembre 2003 il movimento indipendentista
curdo rinuncia
al separatismo, ma per ragioni di auto-difesa non scioglie il suo
braccio armato.
La condizione del popolo curdo resta precaria sia in territorio turco
sia nel
nord dell’Iraq (per approfondimenti vedere la scheda conflitto
dell’Iraq). Oggi, dopo anni di relativa calma, torna la violenza
nel Kurdistan
turco. La
tregua dichiarata
dall’arresto del leader è finita nel giugno del 2004. Da quel giorno
fino a oggi sono più di un centinaio le vittime tra militari turchi e
guerriglieri curdi negli scontri che hanno insanguinato il Paese.Il
leader curdo Ocalan, dal carcere, ha chiesto un cessate il fuoco che il
Pkk ha dichiarato, unilateralmente, domenica 1 ottobre 2006. Ma il
governo turco non ha fatto nessun passo ufficiale per accettare
l'accordo.
Nell'ultima settimana:
Il 1, un ribelle curdo è stato
ucciso nel sud-est della Turchia in combattimenti con le forze di
sicurezza turche. Lo stesso giorno, una bomba è esplosa davanti a un
ospedale nella città di Dogan, nella Turchia meridionale. ferendo tre
personeIl 2, in un bar di Smirne, una bomba è esplosa ferendo 7 persone.