Emergono nuovi particolari relativi all'uccisione di 57 politici e giornalisti, nel novembre scorso, nell'isola filippina di Maguindanao.
Le vittime erano a bordo di un autobus diretto nel capoluogo dell'isola per presentare la candidatura di Ismael Mangudadatu per le elezioni provinciali del 10 maggio 2010. Anche la moglie del candidato è rimasta uccisa in questa offensiva. Il clan Ampatuan, rivale di Mangudadatu, è stato accusato di aver compiuto il massacro.
Ora le rilevazioni di un testimone indicano che tra i colpevoli vi sono anche Zaldy Ampatuan, ex governatore della Provincia di Maguindanao e suo cugino Akmad Ampatuan. Lo scorso mese le accuse a loro carico erano state sollevate causando forti proteste da parte delle famiglie delle vittime e della società civile. Al momento, già 197 membri del clan Ampatuan sono accusati del massacro di Maguindanao, che ha sconvolto l'opinione pubblica filippina, soprattutto dopo il ritrovamento dei corpi martoriati da colpi di arma da fuoco in una fossa comune.