scheda conflitti: Filippine
PARTI IN CONFLITTO
1971-1996: guerriglieri indipendentisti del Fronte Nazionale di Liberazione Moro (MNLF), nell'isola meridionale di Mindanao, a maggioranza islamica, contro il governo cristiano

1980-OGGI: guerriglieri separatisti del Fronte Islamico di Liberazione Moro (MILF), ala più radicale dell'MNLF, contro il governo cristiano

1988-OGGI: guerriglieri fondamentalisti islamici del Gruppo Abu Sayyaf (ASG), nell'arcipelago meridionale di Sulu, probabilmente collegati con Al Qaeda e Jemaah Islamiah, contro l’esercito governativo, assistito dagli Stati Uniti.

1990-OGGI: guerriglieri comunisti del Nuovo Esercito Popolare (NPA), collegato al Partito Comunista delle Filippine (CCP) guidato da Jose Maria Sison, accanto al Nuovo Fronte Democratico (NDF) che racchiude 13 piccoli gruppi armati di stampo marxista contro le truppe armate governative (AFP) del governo cristiano supportato dall’esercito statunitense.
 
VITTIME
Dal 1971 sono oltre 150 mila morti tra Mindanao e l'arcipelago di Sulu, oltre 50 mila gli sfollati.
Almeno 40 mila i morti negli scontri contro l’Npa dal 1969.
 
RISORSE CONTESE
L’indirizzo politico e religioso del paese è tra le cause di scontro tra le parti.
 
FORNITURE ARMAMENTI
Il governo riceve armi soprattutto dagli Stati Uniti, da Gran Bretagna, Israele e Taiwan. Dopo l’11 settembre 2001 il governo della presidentessa Gloria Arroyo ha appoggiato senza condizioni la “guerra mondiale al terrorismo” lanciata dal presidente degli Stati Uniti Bush. In cambio, Washington ha inviato nel luglio 2002 un contingente di 1700 uomini per combattere al fianco dei soldati indonesiani. D’altra parte, i malumori interni all’esercito hanno prodotto negli ultimi mesi due tentativi di colpo di stato: il 27 luglio con l’ammutinamento di 300 militari e lo scorso 7 novembre ad opera di un pugno di uomini poi uccisi dalle forze dell’ordine. I ribelli denunciavano la corruzione degli alti ufficiali e del governo. I guerriglieri di Abu Sayyaf sono collegati con i movimenti estremisti di matrice islamica d’oltreoceano: sono finanziati dalla rete terroristica di Al Qaeda e agiscono spesso con sequestri di cittadini occidentali. I combattenti del Milf fabbricano le armi leggere e acquistano di contrabbando quelle pesanti dall'esercito governativo, mentre i guerriglieri dell'Npa si forniscono assaltando i depositi e le caserme governative.

SITUAZIONE ATTUALE
La disparità sociale ed economica tra nord e centro, a maggioranza cristiana, e il sud, a minoranza musulmana, spiegano gran parte delle tensioni. La popolazione musulmana vive nelle zone più povere dell’arcipelago e accusa il governo di non aver favorito la loro integrazione. Continuano i combattimenti tra esercito governativo (assistito dalle truppe Usa) e i guerriglieri di Abu Sayyaf nelle isole di Jolo e Basilan,  tra lo stesso esercito e i guerriglieri del MILF a Mindanao, nonostante gli accordi di pace del 2002. La guerriglia maoista è attiva nel nord e nella capitale Manila. L’Arroyo è stata accusata dai soldati che hanno guidato il primo colpo di stato di finanziare i guerriglieri secessionisti del sud per garantirsi il supporto duraturo degli Stati Uniti. Sporadici combattimenti tra i ribelli comunisti e l’esercito hanno portato nel corso del 2003 ad una cinquantina di morti. Il 28 ottobre 2004, uno dei capi del Nuovo Esercito Popolare (movimento armato comunista che combatte contro le forze governative nell'isola meridionale di Mindanao) è stato catturato durante l'assalto a una base militare. Mario Bagundol, detto "compagno Jolly", è rimasto ferito mentre, insieme a un gruppo di guerriglieri, attaccava la stazione dell'Esercito nella città di Sindagan. I ribelli, che arrivano a 8mila e seicento unità, hanno recentemente annunciato di voler intensificare le loro azioni armate.