La guerra in Afghanistan ha conquistato un altro spazio nel palinsesto televisivo statunitense: quello del reality show. La G4 Tv, emittente televisiva via satellite e via cavo made in USA, ha infatti annunciato la programmazione di un nuovo format chiamato "Bomb Patrol: Afghanistan" che seguirà da vicino le gesta degli artificieri della Marina statunitense impegnati nell'opera di bonifica del territorio afgano.
Cavalcare l'onda. La pista seguita dai produttori della G4 è quella aperta dall'enorme successo di "Hurt Locker" il film di Kathryn Bigelow, vincitore di sei premi Oscar alla 82ma edizione degli Academy Award. "Il miglior film dell'anno" ha commentato il presidente di G4 Neal Tiles che ha inoltre presentato quella che potrebbe rivelarsi la bomba mediatica della prossima stagione televisiva negli States. "Semplicemente - ha sostenuto Tiles - non c'è modo di comprendere l'incredibile quantità di pressione e le decisioni prese in frazioni di secondo che queste persone devono svolgere nelle peggiori condizioni fisiche possibili senza andare insieme a loro come faranno le nostre telecamere. Questa è una rara opportunità di mostrare il lavoro di uomini e donne coraggiosi in prima linea e condividere con i nostri telespettatori tutto il dramma della vita reale, il lavoro di squadra, il pericolo e il trionfo che va di pari passo con questo lavoro specializzato. Gli spettatori di G4 vedranno questi eroi che mettono la loro vita a rischio ogni volta che affrontano quello che, per loro, è solo un altro giorno in ufficio". Queste le motivazioni dell'emittente che è riuscita a convincere gli alti comandi del Pentagono, e della Marina Militare statunitense, a far aggregare una loro troupe agli uomini del Genio Militare.
L'accordo. Per ora prevede una serie di 10 puntate da un'ora l'una che andranno in onda dalla prossima primavera. Lo "show" prodotto dalla Big Fish Entertainment, che ha escluso ogni possibilità di controllo creativo da parte dei vertici militari, avrà Doug DePriest e Dan Cesareo come produttori esecutivi. Lo stesso Tiles, secondo cui il programma è destinato ai "giovani di sesso maschile che vogliono esplorare nuovi generi", ha anche affermato che l'idea è quella di "non entrare in modo duro nel lavoro più mortale sul territorio come fanno Discovery Channel e altri network". Ma oltre le rassicurazioni di chi, come Tiles, avrà comunque un forte ritorno economico dall'operazione, l'idea sembrerebbe esser destinata al peggiore dei business possibili: lucrare sulla guerra e sui drammi personali di chi la combatte. I soldati verranno seguiti in un periodo che va dal corso di formazione nei campi addestramento in USA fino alla loro assegnazione in Afghanistan. Agli intrecci amorosi in stile "Big Brother" si sostituiranno, che i produttori lo prevedano o no, le psicosi di chi quotidianamente affronta il pensiero della morte o è destinato a fare i conti con quella dei loro amici, e dei loro nemici, sul campo di battaglia.
Le reazioni. G4 è un network nato nel 2002 come specialista di videogame e che negli anni ha deciso di variare la propria offerta con spettacoli informativi e reality show. La fascia d'età si è dunque spostata dai teenager ai giovani dai 18 ai 34 anni. Sono loro che nelle ultime ore hanno commentato con tanti, e spesso opposti, pareri il sito internet dell'emittente. All'intervento di MiGaOh che scrive: "Questa proposta di spettacolo è disgustosa, Cosa è successo ai videogame?" fa da cassa di risonanza quello di DrShepard che, deluso dalla novità, scrive: "No! Ho il massimo rispetto per gli uomini e le donne che servono il Paese ma per favore G4: non farti consumare dai reality show come ogni altra emittente. Rimango già deluso ogni volta che che giro su G4 per vedere qualcosa sui videogiochi e trovo solo Cheaters (reality show ndr)". Tra i sostenitori dell'idea c'è, invece, AntiquesRoadwarrior che commenta: "Amo questo [progetto] perché c'è stata una grande differenza tra la guerra in Afghanistan e la guerra del Vietnam nella copertura di notizie. Detto questo, il fatto che la CNN preferisce leggere i Tweets di Bieber che mostrano i rapporti degli incidenti è, ovviamente, la differenza nelle valutazioni che ricevono le storie. [...] La CNN è generalmente la più rispettabile, anche se il meno visto, di tutti i canali di notizie. La maggior parte degli altri hanno narrazioni preconcette e sono in genere inaffidabili per qualcosa di simile al giornalismo". Ma oltre i favorevoli e i contrari ci sono i morbosi. Quelli come DreamingDarklyRobin che già da ora si chiedono: "C'è qualcuno che muore realmente?", aggiungendo tra parentesi - e noi con lui - "domanda molto insensibile".
Antonio Marafioti