02/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La proposta del ministro degli Interni per chiudere le negoziazioni con i gruppi armati

Il ministro degli Interni e Giustizia in Colombia, German Vargas Lleras, ha sollecitato lo scorso martedi alla Camera l'eliminazione della legge che permette la creazione delle zone cosidette 'di distensione', ovvero zone neutrali per eventuali negoziazioni di pace con i gruppi armati che operano nel paese.

Il ministro ha richiesto in particolare di annullare la proroga della legge 418 che permette la creazione di aree similitarizzate. Vargas Lleras ha affermato che in nessun caso si potranno stabilire ordini speciali di localizzazione delle forze militari sul territorio colombiano.

Con questa decisione le possibilità del governo di cercare un dialogo con i rappresentati delle organizzazioni armate che chiedono un riconoscimento politico diventano sempre più remote.

La guerra civile colombiana scoppiò ufficialmente tra il 1964 e il 1966, le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) e l'Esercito di Liberazione Nazionale (Eln) iniziarono un'azione di guerriglia contro il Governo colombiano. Tuttavia gruppi armati di opposizione erano già presenti dagli anni '50.

All'origine del conflitto c'era l'enorme disparità sociale tra le classi dirigenti e la popolazione rurali. In seguito si crearono diversi gruppi paramilitari, sostenuti più o meno direttamente dal potere costituito, che iniziarono a compiere stragi tra la popolazione civile, portando avanti la cosiddetta 'guerra sucia', forma più estrema di terrorismo di Stato. Il tutto condito dal narcotraffico, piaga perenne del paese, business che da sempre dà da campare a ogni parte in lotta. Se la guerriglia si occupa di tassare le coltivazioni di piante di coca, i paramilitari sono direttamente al soldo del narcotraffico, la cui longa manus arriva fino ai vertici del potere.
Si stima che dall'inizio del conflitto siano morte oltre 300 mila persone.

Parole chiave: Colombia, gruppi armati
Luogo: Colombia