07/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente del governo di transizione rimuove l'alto ufficiale, accusato di aver depredato gli arsenali e di averne rivenduto le armi alle milizie islamiche

Il presidente del Governo federale di transizione somalo (Gft), Sheikh Sharif Ahmed, ha rimosso il comandante delle forze armate, il Generale Mohamed Gelle Kahiye.

L'alto ufficiale, al vertice della debole struttura militare del Paese, è accusato di aver venduto tonnellate di armi, trafugate dai depositi dell'esercito situati a Mogadiscio. La notizia è stata confermata a Radio Garowe da un altro generale somalo, il quale ha aggiunto che con Kahiye sarebbero stati silurati diversi altri ufficiali suoi aiutanti. Più che il furto e il contrabbando, ad aver reso indifendibile la posizione di Kahiye c'è il fortissimo sospetto che buona parte delle armi sottratte sia stata rivenduta proprio al nemico principale del Gft, le milizie islamiche di Al Shabaab. Un'altra cattiva notizia che si aggiunge ad un quadro che va deteriorandosi di giorno in giorno.

I rapporti dell'esecutivo con i militari, da cui dipende la sua sopravvivenza, sono sempre più compromessi: prima ancora che la rimozione del generale Kahiye divenisse di dominio pubblico, alcune unità dell'esercito si erano ammutinate a causa del mancato pagamento dello stipendio ed avevano creato posti di blocchi lungo l'a strada che collega la residenza presidenziale, Villa Somalia, con l'aeroporto, la Maka al Mukarama Road, l'arteria vitale, lungo la quale giungono gli aiuti al Gft ma fondamentale anche per evacuare il presidente, i suoi ministri e il personale diplomatico in caso di emergenza. La protesta è rientrata ieri in serata ma la tensione resta alta. Nei prossimi giorni Il presidente Ahmed nominerà il sostituto di Kahiye.

Categoria: Guerra, Politica, Armi
Luogo: Somalia