30/09/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Solidarietà a Correa da tutti i paesi dell'area

Il consigliere giuridico della Presidenza dell'Ecuador, Alexis Mera ha dichiarato lo stato d'emergenza in tutto il territorio nazionale a causa di "un fallito colpo di Stato".
Adesso sarà l'esercito ad occuparsi della sicurezza interna. Lo stato d'emergenza durerà una settimana.

Alcuni militari dell'Aeronautica (fonti dicono almeno 150 militari) continuano a occupare l'aeroporto internazionale di Quito e hanno rifiutato di negoziare con il ministro della Difesa Javier Ponce che aveva offerto la disponibilità a dialogare.
Nel frattempo tutti i paesi dell'area hanno espresso solidarietà al presidente Correa. Il Perù ha chiuso le frontiere e interrotto gli scambi commerciali. Il Presidente Alan Garcia ha sottolineato il suo appoggio a Correa e dichiarato: "Quei quattro golpisti che per avere nelle mani un'arma pensano di avere diritto di imporre la loro volontà".

Anche il vicepresidente della Colombia, Angelino Garzon ha fatto sapere che Bogotà "riconosce come governo legittimo dell'Ecuador quello guidato dal Presidente Correa".
Nestor Kirchner
, ex presidente argentino e oggi segretario generale dell'Unasur (Unione delle Nazioni Sudamericane) ha espresso il "fermo sostegno e la massima solidarietà a Correa di fronte al tentativo di inversione dell'ordine costituzionale da parte di settori corporativi delle forze di sicurezza. L'America del Sud non può tollerare sotto nessun aspetto che governi democraticamente eletti vengano sottoposti a pressioni e minacce da parte di settori che non vogliono perdere privilegi".
Il Presidente venezuelano Hugo Chavez ha lanciato un appello ai paesi amici: "Popoli dell'Alleanza Bolivariana e dell'Unasur state in allerta! Viva Correa!"

 

Parole chiave: Quito, Correa, Ecuador, golpe
Categoria: Guerra, Politica, Armi
Luogo: Ecuador