04/10/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il leader xenofobo verrà giudicato per incitamento all'odio razziale

Se condannato, rischia fino a un anno di prigione. Oppure settemila euro di multa. Ma potrà essere condannato Geert Wilders, leader xenofobo del Pvv (Partito della Libertà)?

Si è aperto oggi ad Amsterdam il processo che lo vede imputato per incitamento all'odio razziale, discriminazione contro i musulmani e altre accuse minori. Le circostanze sono note: nel suo film 'Fitna', Wilders definì il Corano 'un libro fascista', sovrapponendo immagini dell'11 settembre a citazioni del libro sacro musulmano. Sotto protezione dal 2004, il politico olandese verrà giudicato entro un mese. Inizialmente, la sentenza per il biondo platinato di Venlo, città di 100mila abitanti quasi sul confine con la Germania, era prevista per il due novembre. Il tribunale ha tuttavia deciso di inserire un'udienza supplementare facendolo slittare di due giorni: proprio il due novembre ricorre infatti l'anniversario della morte di Theo Van Gogh, il regista di 'Submission' (incentrato sulla violenza contro le donne nella società islamica) che nel 2004 fu ucciso a colpi di pistola da un estremista islamico ad Amsterdam.

Wilders cercherà di trasformare il processo in un evento non solo mediatico, ma soprattutto politico. Nella sua visione delle cose, infatti, le accuse sono lo specchio della 'mancanza di libertà di espressione' nel suo Paese su determinate questioni. Sempre nella sua visione delle cose, Wilders è convinto di non aver fatto nulla di male, e di non avercela con i musulmani, ma con la religione islamica e i suoi precetti.

Perché Wilders potrebbe non venire condannato dal tribunale di Amsterdam?

Perché l'Olanda è senza governo dal 20 febbraio, in seguito all'uscita dei laburisti dopo il voto sull'estensione della missione afgana. Le elezioni del 6 giugno hanno portato a una situazione di stallo, fino a mercoledì scorso quando, dopo 111 giorni di negoziati, la coalizione conservatrice costituita dai liberal-conservatori di Mark Rutte (Vvd) e dai cristiano-democratici di Maxine Verhagen (Cda), ha dovuto arrendersi e chiedere l'appoggio esterno del Pvv. In cambio, la promessa di vietare il burqa sul territorio nazionale. Il Pvv è diventato, con 24 deputati, il terzo partito olandese, l'ago della bilancia per la stabilità del nuovo governo. Oltre alla messa al bando del burqa, c'è un impegno generalizzato a fare in modo di conseguire una significativa riduzione del tasso d'immigrazione nel Paese. Nello specifico, sarà introdotta la concessione "condizionata" del passaporto ai nuovi cittadini olandesi, passaporto che potrà essere revocato in caso di crimini commessi dai nuovi immigrati entro i primi cinque anni dal rilascio del documento.

Per le sue idee razziste e anti-islamiche, Geert Wilders non può entrare in territorio britannico. Sabato scorso è stato invece invitato a Berlino dove, davanti a 500 sostenitori, ha lanciato la proposta di un partito anti-islamico tedesco, sulla falsariga del suo Partito della libertà.

Parole chiave: wilders, olanda, xenofobia
Categoria: Diritti, Elezioni, Migranti, Politica
Luogo: Olanda