L'hanno immortalato mentre si aggira con la macchina fotografica a Kunashiri, come un normale turista, di fianco a un coreografico cannone sovietico puntato verso il mare. Ha postato le due foto sulla sua pagina di Twitter, aggiungendoci di proprio pugno: "E' dovere del presidente controllare lo sviluppo di tutte le regioni russe, anche delle più remote". Poi si è fatto riprendere mentre assaggia il caviale prodotto localmente.
Così, anche simbolicamente, Dmitrij Medvedev ha ribadito la sovranità della Russia sulla stessa Kunashiri e su Iturup, Shikotan e Habomai, le quattro isole Curili più meridionali che il Giappone rivendica e l'Unione Sovietica occupò nel 1945.
Situate tra la penisola russa di Kamčatka e l'isola giapponese di Hokkaido, le Curili sono ricche di risorse naturali e circondate da acque molto pescose.
E' la prima visita ufficiale di un capo di stato russo o sovietico nelle quattro isole contese, quelle che a Tokyo si chiamano "Territori del nord" e a Mosca "Curili meridionali".
Il presidente ha detto: "Vogliamo che la gente resti qui a vivere", ha quindi promesso investimenti per migliorare le condizioni di vita dei ventimila residenti, cosa che il Giappone ha preso piuttosto male. Il ministro degli Esteri nipponico, Seiji Maehara, ha dichiarato che la visita di Medvedev "è un insulto ai sentimenti del popolo giapponese" e Tokyo ha richiamato il proprio ambasciatore a Mosca dopo avere espresso protesta formale.
I russi espulsero tutti i residenti giapponesi all'indomani dell'occupazione, quindi le pretese territoriali di Tokyo hanno più che altro a che fare con orgoglio patrio e ragioni economiche.
Per i russi, le Curili rappresentano invece la via d'accesso al Mare di Ochotsk, cioè alla Siberia, cioè a casa propria, hanno quindi un forte interesse strategico a mantenerne il controllo. E per le stesse ragioni ma sull'opposto fronte, gli Usa appoggiano non troppo velatamente le rivendicazioni giapponesi.
Nel 2006, Putin offrì al Giappone la restituzione di due delle quattro Curili meridionali - circa il sei per cento del territorio conteso - in cambio di denaro, ma Tokyo rifiutò. Oggi, dicono gli analisti, la Russia non sembra più interessata a ripetere una simile offerta.
Il motivo è che ai tempi, solo quattro anni fa, la Russia scontava ancora due forti handicap: finanze non proprio in ordine e un deficit demografico che rendeva le Curili poco più che scogli abitati da pescatori e militari russi, sia gli uni sia gli altri piuttosto desiderosi di tornarsene sulla terra ferma.
Tra i residenti, abbandonati da Mosca al proprio destino, c'era anche chi strizzava l'occhio ad un'eventuale annessione da parte del Giappone con tanti yen freschi e sonanti in arrivo.
Oggi la situazione è cambiata. Le isole interessano a Mosca non solo per ragioni strategiche, ma anche per i giacimenti e come hub per il trasporto di gas e petrolio siberiani verso i mercati asiatici, così come ha dichiarato al New York Times Elgena V. Molodyakova, dell'accademia russa delle scienze.
Al di là delle ragioni economiche e strategiche, emergono anche due elementi politici.
Primo. Medvedev è sempre stato accusato di essere più morbido di Putin. In vista delle elezioni presidenziali del 2012 - alle quali il suo mentore potrebbe ripresentarsi - la presa di posizione sulle Curili ha una chiara funzione di politica interna: affermarne l'immagine di "uomo forte" e smarcarlo dalla tutela politica del suo predecessore.
Secondo. Il viaggio presidenziale nelle isole contese avviene mentre il Giappone è impegnato su almeno altri due fronti caldi: nel Mar Cinese Orientale, dove è aperto il contenzioso con la Cina per le isole Senkaku-Diaoyu; a Okinawa, dove il 28 novembre ci sono le elezioni per il nuovo governatore e i due maggiori candidati si sono espressi contro la ricollocazione della base americana di Futenma all'interno dell'isola.
Nel complesso, il gesto di Medvedev sembra una mossa politica che tiene conto di parecchi fattori e che punta a rimescolare le carte nell'area, per restituire alla Russia il ruolo di grande potenza.
Gabriele Battaglia