29/11/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Nell'ospdale di Emergency a Lashkargah, anche durante la festa di Eid arrivano civili feriti e ustionati dalle bombe

18 Novembre 2010, ultimo giorno di Eid qui in Afghanistan, festa religiosa molto importante per tutti i mussulmani, cade settanta giorni dopo la fine del Ramahdan.

Tutti si preparano a questi tre giorni di festa, si fanno debiti per comprare l'agnello da sacrificare durante i festeggiamenti, ci si mette il vestito più bello che tante volte vuol dire lavare e stirare l'unico di tutto l'anno.
C'è un'aria frizzante in giro, tutti si fanno gli auguri per la festa, un po' come a Natale da noi.

Nel nostro ospedale le decorazioni la fanno da padrona: la più bella sicuramente in una delle nostre corsie, ricami precisi e geometrici fatti con la carta igienica rosa a incorniciare le pareti e qualche palloncino appeso al soffitto. In mensa si mangia carne per tutti e tre i giorni e su ogni tavolo ci sono biscotti fatti in casa e mandorle tostate.

Gli aerei sono gli unici che non rispettano la festa, continuano a sorvolare la zona così come gli elicotteri. Continuiamo, ingenui forse a stupircene, a sentire i rumori dei bombardamenti nei villaggi vicini.

Più tardi, nel nostro pronto soccorso, arriva Juma Khan, uomo di 35 anni, ustionato al viso, mani, braccia e addome da un razzo. Ha ancora il segno del cappello in testa, perfettamente circolare.

Pochi minuti dopo arriva un bambino di 3 anni, suo figlio, che si chiama Abdul Rahmon con ustioni di primo e secondo grado su viso, braccia, mani, tronco e coscia destra.

E come dice il proverbio, non c'è due senza tre: arriva da lì a poco anche Gull Sima di 20 anni, la mamma, ustionata di terzo grado ad entrambe le gambe. Sta allattando il più piccolo dei suoi figli che ha solo due mesi e che fortunatamente non è ferito.

Erano tutti seduti nella loro casa a Nadalì, bevendo il tè. A un certo punto un razzo "piovuto dall'alto" ha sventrato il tetto ed è esploso.

"Eid Mubarak!", come si dice da queste parti per augurare buone feste, famiglia di ustionati.

Matteo Dell'Aira*



(*Coordinatore medico dell'ospedale di Emergency a Lashkargah, Helmand)

Parole chiave: Afghanistan, Emeregncy, Lashkargah
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan