17/12/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo l'intelligence messicana, da quando nel 2006 Felipe Calderon ha dichiarato guerra ai cartelli della droga, sono morte 32 mila persone

Quest'anno, secondo fonti governative, la guerra contro i narcotrafficanti in Messico ha mietuto più di 12.000 vittime. L'intelligence messicana stima che dal 2006, quando Felipe Calderon annunciò la strenua lotta contro La Familia e i cartelli della droga messicani, il numero dei morti ha raggiunto la cifra di 32.000.

Il generale Arturo Chavez Chavez ha ribadito che i reiterati sforzi per debellare questo fenomeno criminale hanno fortemente indebolito La Familia che, per irrobustire la propria presenza sul territorio, continua insistentemente e propagandisticamente a presentarsi come protettore degli abitanti di Michoacan.

Una falsa retorica, secondo il governo, che maschera in realtà l'effettivo approccio di terrorizzare i civili per renderli sempre più succubi all'organizzazione. In particolare, in una registrazione del 9 dicembre, Servando Gomez, il leader del cartello messicano più temuto, incoraggia il popolo a ribellarsi contro la presenza della polizia federale e delle forze armate sul territorio.