Una mozione, che sancisce il ritiro del Kenya dalla lista dei firmatari del Trattato di Roma, atto fondativo della Corte penale internazionale, è stata votata dal parlamento di Nairobi.
La misura segue la pubblicazione, avvenuta la settimana scorsa, dell'elenco dei sospetti responsabili degli scontri del 2008, in cui circa 1.300 persone hanno perso la vita. Vi compaiono ministri dell'attuale governo, un ex ministro e l'ex capo della polizia keniana.
L'Alta Corte deve pronunciarsi sulle richieste di incriminazione formulate dal procuratore Luis Moreno Ocampo. Se dovesse accettarle, gli imputati sarebbero tenuti a presentarsi di fronte al tribunale dell'Aja. Qualora ciò non dovesse avvenire, verrebbero emessi dei mandati di cattura internazionali.
Durante il dibattito parlamentare, alcuni deputati si sono richiamati alla nuova Carta costituzionale, la quale prevede che "ogni tipo di inchiesta ed eventuale dibattimento processuale sulle violenze post elettorali deve essere effettuato con la creazione di speciali tribunali locali". Inoltre, in molti hanno criticato i lavori del Cpi, chiara "manifestazione dell'imperialismo occidentale". Chirau Mwakwere, ministro del Commercio dell'attuale governo ha incoraggiato altri Paesi africani a ritirarsi dal Trattato.