25/03/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Lobsang Sangay è ritenuto il favorito alle elezioni per la carica di Primo ministro, il nuovo capo politico del Tibet dopo le dimissioni del Dalai Lama

Sulla scia delle rivoluzioni in Egitto e in Tunisia, anche il Tibet sogna il cambiamento e parla di indipendenza "possibile". La dichiarazione arriva da Lobsang Sangay, uno dei tre candidati alla successione politica del Dalai Lama, che ha rilasciato un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais. Secondo quest'ultimo, Sangay è il favorito alle elezioni, avendo ottenuto più voti degli altri due candidati messi insieme. I risultati ufficiali saranno resi noti il 27 aprile.

E proprio nella giornata di oggi, il Parlamento tibetano in esilio ha accettato ufficialmente le dimissioni del Dalai Lama da capo politico della comunità, decidendo di modificare la Costituzione tibetana per introdurre il cambiamento. A questo proposito, il primo ministro uscente Samdong Rimpoche ha annunciato che "a breve sarà costituito un comitato per introdurre i necessari emendamenti".

L'assemblea legislativa, inoltre, costituirà una commissione composta da parlamentari e da un componente dell'esecutivo, incaricata di presentare un piano per la transizione dei poteri dal Dalai Lama al nuovo primo ministro, eletto democraticamente come lui stesso aveva proposto. I risultati della commissione saranno resi noti entro l'11 aprile.