Si levano voci critiche a Teheran a proposito dell'intervento armato in Bahrein da parte delle truppe saudite, chiamate dalla famiglia reale degli al-Khalifa per sedare la rivolta dell'opposizione sciita. Dall'Iran arriva l'invito a "non giocare con il fuoco", e si sollecita l'Arabia Saudita a ritirare i propri soldati dal Paese. La notizia è riferita dall'agenzia di informazione Irnà, che cita un comunicato della commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera.
"L'Arabia Saudita e gli Emirati che hanno dispiegato le loro truppe in Bahrein - si legge nella nota - hanno complicato la questione, rendendola simile all'occupazione del Kuwait da parte dell'ex rais iracheno, Saddam Hussein". L'Arabia Saudita deve contribuire a mantenere la pace e la sicurezza nella regione, senza imitare l'esempio degli Stati Uniti, questo il messaggio di Teheran alle autorità di Riad.
Le truppe saudite sono entrate nel Bahrein il 13 marzo scorso. Negli scontri tra manifestanti sciiti e polizia hanno perso la vita 24 persone, e circa un migliaio sono rimaste ferite.
Nel frattempo anche in Iran le autorità devono fronteggiare la protesta della piazza. Stamattina nella capitale sono stati arrestati da agenti dell'intelligence Javad Salimi e Habibi Mousavi, rispettivamente genero e cognato del capo dell'opposizione iraniana, Mir-Hossein Mousavi. I due, secondo quanto riferito dal sito d'opposizione Rahesabz, si trovavano ai funerali del padre di quest'ultimo. Nel corso delle celebrazioni, alcuni sostenitori del leader riformista iraniano si sono scontrati con le forze di polizia, che hanno arrestato anche una decina di oppositori.