In occasione della Giornata Internazionale Rom, l'organizzazione internazionale per i diritti umani presenta un rapporto in cui denuncia le inadeguate condizioni di vita cui sono costretti a vivere i rom in Serbia, in particolare quei gruppi che, a partire da Aprile 2009, hanno subito sfratti e sgomberi forzati da parte del governo serbo.
Secondo quanto afferma il documento"i rom sfrattati non hanno accesso ad un'educazione adeguata, né ad un lavoro e non possono esercitare pienamente e dignitosamente i loro diritti civili e politici", conseguenza del fatto che non godono dello status di residenti. Il rapporto continua accusando il governo serbo di aver "fallito del tutto nell'assolvere i suoi doveri".
Della mancanza di una reale volontà politica per risolvere la situazione rom parla anche Petar Antic, ex funzionario di stato per i diritti delle minoranze. Molto più positivo si è invece mostrato Ivan Vasic, attuale presidente del Consiglio Nazionale Rom, che ha recentemente visitato un insediamento dove vivono attualmente i rom sfrattati, sostenendo che circa l'80% di loro si ritiene soddisfatto delle proprie condizioni di vita. "Non si può sicuramente chiamare 'casa', ma è comunque una soluzione transitoria, che permette loro di non pagare alcuna tassa", ha sottolineato Vasic.
I rom che, secondo stime ufficiali sarebbero tra le 250.000 e le 500.000 in Serbia, costituiscono quasi il totale della popolazione residente in insediamenti informali in tutto il Paese. La risposta del governo non si è fatta attendere. Il presidente serbo Boris Tadic ha oggi affermato che la condizione e la sicurezza dei rom deve essere migliorata, specialmente quella dei bambini.