Secondo quanto riferito dall'agenzia Interfax, alcune persone sono state fermate nell'ambito delle indagini sull'attentato che ha scosso ieri la capitale bielorussa. E' stato il procuratore generale che si sta occupando del caso, Andrei Ahved, ad annunciarlo, aggiungendo che la polizia ha già elaborato due identikit dei sospetti responsabili.
Altre persone sono state arrestate con l'accusa di aver diffuso in internet, a poche ore dall'esplosione nella metropolitana, notizie di nuovi attentati su autobus e in stazioni ferroviarie, rivelatesi poi del tutto infondate. I servizi segreti si stanno mobilitando per intercettare ulteriori divulgatori di false notizie, colpevoli di seminare panico e destabilizzare la già delicata situazione in città.
Intanto alcuni analisti, tra cui il politologo Mikhail Vinogradov, citato dal quotidiano Moscow News, afferma che il grave accaduto di ieri potrebbe celare l'inizio della crisi per il regime di Aleksandr Lukashenko. Un'opinione simile giunge da Andrei Suzdaltsev, della Scuola di alti studi economici, già espulso nel 2006 poiché considerato una "minaccia nazionale". Suzdaltsev, infatti, ha affermato che "il regime ha iniziato a divorarsi da solo", in seguito anche alle gravi tensioni sorte tra servizi di sicurezza e forze armate; respingendo l'ipotesi avanzata ieri dal governo circa eventuali responsabilità dell'opposizione nell'esplosione nella metro, Suzdaltsev si è detto convinto che a organizzare l'attentato sia stato lo stesso presidente-dittatore.