12/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Bomba in metropolitana: 12 morti e 200 feriti. Lukashenko accusa le opposizioni filo-occidentali che si sono ribellate alla sua rielezione, e che invece parlano di 'strage di regime'

''Non escludo la possibilità che questo regalo sia stato portato dall'estero, ma dobbiamo anche guardarci in casa''. Così il dittatore bielorusso, Alexander Lukashenko, ha commentato l'attentato che lunedì sera ha colpito la stazione Oktyabrskaya della metropolitana di Minsk, provocando dodici morti e duecento feriti.

E' la prima volta che un atto terroristico di questa portata colpisce quella che, qualche anno fa, Condoleezza Rice definì ''l'ultima dittatura rimasta in vita nel cuore dell'Europa''. In Bielorussia non sono mai stati attivi gruppi integralisti islamici, e nessuna paternità è stata mai attribuita gli unici due piccoli attentati avvenuti in passato: una bomba in un parco della capitale nel 2008 (12 feriti) e una nella città di Vitebsk nel 2005 (40 feriti).

Alcuni funzionari del regime di Lukashenko hanno ventilato, in passato, l'ipotesi che dietro a quelle bombe ci fosse l'opposizione filo-occidentale, ma nessuna prova è stata mai presentata in tal senso.

Dopo le contestate elezioni presidenziali dello scorso 19 dicembre, che hanno conferito a Lukashenko il quarto mandato presidenziale (l'uomo forte di Minsk è ininterrottamente al potere da 17 anni), il governo ha reagito alle proteste di piazza dell'opposizione con durissimi interventi di polizia e con un'ondata di arresti senza precedenti e con la chiusura del locale ufficio dell'Osce, che aveva denunciato l'irregolarità del voto.

La linea del regime di Lukashenko con le opposizioni ha suscitato aspre critiche da parte di Stati Uniti ed Europa, in un'escalation di tensione internazionale che ha avuto il suo culmine a fine marzo con la decisione Nato di rivedere la cooperazione con Minsk e con l'imposizione di sanzioni Usa contro la compagnia energetica bielorussa, la Belarusneft (ufficialmente per i suoi affari con l'Iran).

Nei blog locali filoregime già circolano accuse dirette alla Cia, agli Usa e all'Occidente in generale, che tramerebbe per destabilizzare la Bielorussia puntando a un cambio di regime in combutta con l'opposizione.
Le opposizioni, dal canto loro, parlano di 'strage di regime' ordita dai servizi segreti di Lukashenko per poi incolpare la dissidenza e quindi colpirla con ancor maggiore durezza.

Enrico Piovesana

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