Le autorità bielorusse potrebbero aver definitivamente identificato l'autore dell'attentato di lunedì alla metro di Minsk, dove dodici persone sono morte e altre duecento sono rimaste ferite. Il presunto attentatore, arrestato dal Kgb insieme a un'amica, avrebbe infatti confessato la propria responsabilità nell'attentato, precisando di aver agito da solo e senza motivazioni di natura politica. Si sarebbe trattato di un gesto sadico, generato dal desiderio di provocare la sofferenza altrui. Lo ha dichiarato una fonte delle forze dell'ordine bielorusse all'agenzia russa Interfax. Il venticinquenne reo confesso avrebbe dichiarato di essere l'autore di altri due attentati terroristici, il primo avvenuto in una discoteca a Vitebsk nel settembre 2005 (cinquanta feriti lievi), il secondo invece a Minsk, il 3 luglio del 2008 (che provocò altrettanti feriti). Il giovane sarebbe stato identificato - e poi catturato dai reparti speciali del Kgb - grazie alle telecamere della metro, che lo hanno ripreso mentre posizionava l'ordigno. In giornata, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko aveva dichiarato in tv che due presunti attentatori - arrestati dalle forze dell'ordine - avevano confessato. Aveva chiesto inoltre che venissero interrogati anche gli esponenti dell'opposizione. Le autorità bielorusse hanno proclamato per oggi una giornata di lutto in ricordo delle vittime.