19/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Polizia siriana spara sui manifestanti riuniti in un sit-in anti-regime: almeno otto morti. Il governo non cede: "Useremo il pugno di ferro"

Non si placa il clima di tensione instauratosi in Siria, dove la popolazione manifesta da settimane contro il regime di Bashar al Assad. Un'altra nottata di scontri e violenze ha scosso la città settentrionale di Homs, dove proprio ieri si erano svolti i funerali di otto manifestanti uccisi durante le mobilitazioni.

Secondo quanto riferito dagli attivisti del gruppo Facebook "Syrian Uprising 2011 Information Centre", durante la notte le forze di polizia hanno fatto irruzione nella piazza principale Al-Saa, dove migliaia di persone si erano riunite in un sit-in di protesta, e hanno intimato lo sgombero immediato, aprendo il fuoco sulla folla e uccidendo almeno otto persone.

Secondo alcuni testimoni le vittime potrebbero essere molte di più, anche se al momento non è possibile stabilire il numero esatto poiché al personale medico è stato impedito di prestare soccorso ai manifestanti colpiti. Sempre secondo testimonianze di dissidenti siriani in esilio, il governo avrebbe interrotto le comunicazioni telefoniche.

Il regime siriano annuncia intanto di non volersi arrendere e di voler usare il "pugno di ferro" per domare la "rivolta armata" fomentata da "gruppi salafiti" in Siria.

 

Parole chiave: Siria, porteste, Bashar al Assad, salafiti
Categoria: Diritti, Guerra, Pace, Politica, Popoli
Luogo: Siria