Il vice ministro indonesiano dell'Educazione, Fasli Jalal, citato dal quotidiano locale Kompas, ha espresso la necessità di ripensare l'insegnamento della religione nelle scuole medie e superiori. Il funzionario governativo menziona lo studio sull'Islam nel sistema scolastico nazionale, condotto dal professore universitario Bambang Pranowo, secondo cui "il tipo di Islam presentato agli studenti è basato esclusivamente sulla dicotomia noi/loro, musulmani/non-musulmani, e rende i giovani facili prede dei gruppi radicali". Come denuncia tra l'altro Sidney Jones, dell'International Crisis Group, che accusa proprio il movimento jihadista locale di reclutare giovani studenti.
Un altro quotidiano, Republikà, cita Anwar Sanusi, dirigente dell'Agenzia indonesiana contro il terrorismo, che afferma:"Gruppi terroristi stanno svolgendo opera di reclutamento tra gli studenti universitari e non nelle scuole islamiche, come tutti pensano", aggiungendo che il problema del terrorismo nel Paese non può essere contrastato solo dalla polizia, ma necessita della "partecipazione di tutta la popolazione", motivo per cui "vengono diffuse tali informazioni".
Una collaborazione che lo stesso Fasli Jalal chiede al ministero degli Affari Religiosi, senza la cui cooperazione non è possibile invertire la tendenza alla radicalizzazione della religione.