26/04/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Al centro della contesa il tempio indù di Preah Vihear. Appello della Casa Bianca per la fine delle ostilità. Inutile mediazione di Giakarta.

Resta alta la tensione lungo il confine tra Thailandia e Cambogia. Gli eserciti dei due Paesi si fronteggiano da venerdì scorso con un bilancio complessivo di 13 morti, circa 50 feriti e migliaia di sfollati. Al centro della contesa il tempio indù di Preah Vihear, assegnato dal Tribunale dell'Aia alla Cambogia nel 1962 e nominato dall'Unesco, assieme alle zone circostanti, patrimonio mondiale dell'umanità.

In un braccio di ferro che non accenna a diminuire, i due Paesi si lanciano accuse reciproche. La Casa Bianca, intanto, tramite il Segretario di Stato Hillary Clinton, ha lanciato un appello affinché cessino le ostilità. Gli Usa hanno inoltre offerto il proprio sostegno al processo di mediazione intrapreso dall'Indonesia, presidente di turno dell'Asean, e arenatosi a causa dell'intransigenza del governo thailandese che considera la questione un affare esclusivamente bilaterale.

Secondo alcuni esperti internazionali, Cambogia e Thailandia stanno strumentalizzando la tensione per occultare problemi interni più gravi. A Bangkok il premier Aghisit Vejjajiva, sostenuto da forze armate e gruppi monarchici conservatori, ha annunciato lo scioglimento del parlamento entro maggio, mentre in Cambogia il governo di Hun Sen sfrutta le tensioni nazionaliste per distogliere l'attenzione dalle proteste in atto contro l'intenzione di limitare la libertà di espressione.

 

Parole chiave: Cambogia, Thailandia, scontri
Categoria: Diritti, Guerra, Popoli
Luogo: asia e pacifico