04/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Chiapas sempre più soto il controllo delle divise messicane. La misura adottata per arginare lo strapotere dei cartelli della droga

Non è bastato militarizzare in sostanza tutto il nord del Paese per dare filo da torcere alla criminalità organizzata messicana. Ora anche il sud sta subendo più o meno la stessa situazione.

Area molto calda da sempre, il Chiapas, stato messicano al confine con il Guatemala, vedrà un numero considerevole di soldati stazionare all'interno del suo territorio per controllare meglio l'area di confine da dove sembra che transitino droga, armi e clandestini.

Non una semplice operazione militare, si badi bene. L'intenzione infatti è quella di creare due nuove basi militari dove si collocheranno poco meno di 700 soldati.

Secondo il comandante della settima Regione Militare Salvador Cienfuegos Zepeda, le due nuove basi fanno parte della grande strategia contro il narcotraffico che anche nella zona sud del Paese sembra aver preso le misure alle autorità.

Dunque, due nuove basi militari. La prima a Nuevo Chiapas vedrà truppe arrivare dallo stato di Oaxaca. La seconda, invece, potrebbe collocarsi o a Chicomuselo oppure a Frontera Comalapa. In questo caso i soldati dovrebbero arrivare da caserme già presenti in Chiapas.

Inoltre, il comando militare messicano, contravvenendo un po' alle regole che nel corso degli ultimi anni aveva adottato, ha anche diffuso i dati relativi al numero di soldati che si impegneranno nell'area: saranno poco più di 14mila. Un numero relativamente basso se si considera che nel Chiapas dopo la rivolta zapatista dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, le divise per le strade erano arrivate ad essere oltre 40mila.

Comunque, la conferma dei militari non lascia dubbi. Le due nuove caserme e l'arrivo dei soldati devono essere considerati come l'inizio di una nuova lotta al narcotraffico e al traffico di esseri umani, e non contro la presenza di ipotetici gruppi di "civili armati".

"Stiamo muovendo truppe per tutto lo Stato specialmente nella zona del confine. Stiamo analizzando insieme al governo centrale la fattibilità della strategia e abbiamo anche informato la Segreteria della Difesa" ha detto il comandante Zepeda.

In ogni caso la decisione di militarizzare la parte di frontiera sud è arrivata solo dopo il consiglio di Washington e in particolare dopo un documento presentato dalla Dea, l'agenzia antidroga Usa.

E poco importa che la violenza del nord ancora (e fortunatamente) non abbia colpito l'area sud del Paese: il confine deve essere sottoposto a stretta vigilanza prima che questa accada.

Intanto,c'è già chi dice che i soldati per le strade non faranno altro che alimentare la violenza, poco presente da queste parti, nonostante i molti cunicoli, tunnel, strade nascoste che consentono il passaggio di droga e clandestini dal sud del continente verso i brillanti confini statunitensi.

 

Alessandro Grandi

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