18/05/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Slitta il termine per il congedo dei dipendenti statali. Il presidente Castro: "Necessario affinché nessun cubano resti spiazzato"

Il presidente cubano Raul Castro ha approvato la proroga della scadenza prevista per portare a termine i licenziamenti nel settore pubblico. La manovra, approvata dal governo nell'ambito della riforma economica voluta dallo stesso Castro per alleggerire lo stato, favorendo l'iniziativa privata, prevede il congedo di un milione e 300 mila cubani, in un Paese dove circa l'80 per cento della forza lavorativa è occupata nel settore pubblico.

"Un compito di tali dimensioni, che interessa numerosi cittadini, richiede tempo e un'accurata attenzione per i minimi dettagli, per far sì che il processo si adatti alla nostra realtà specifica", ha commentato la decisione il presidente Raul, citato dal giornale Granma, portavoce ufficiale del Partito comunista cubano. Castro ha inoltre ribadito che la proroga delle scadenza costituisce una necessità affinché "nessun cubano rimanga spiazzato e senza alcuna entrata economica".

I 500 mila licenziamenti previsti per il primo semestre del 2011 slittano dunque a causa dei problemi organizzativi riscontrati durante la concessione dei permessi per l'avvio di attività in proprio, unica alternativa lavorativa per il cittadino cubano espulso dal settore statale. Sarebbero ducentomila le licenze concesse sinora, con ritardi dovuti alla richiesta, da parte degli uffici predisposti, di documenti non previsti dalla legge.

 

 

Parole chiave: Cuba, Raul Castro, economia
Categoria: Politica, Popoli, Economia
Luogo: Cuba