Attentato kamikaze nella notte davanti al quartier generale dei servizi di sicurezza di Astana, in Kazakistan. Il bilancio è di una o due vittime, cioè la persona o le due persone che si trovavano dentro l'auto che è esplosa.
Si tratta del secondo attentato del genere in una settimana. Il 17 maggio scorso un giovane di 25 anni, Rakhimzhan Makhatov, si era fatto esplodere davanti ad un edificio dei servizi di sicurezza ad Aktobè, nel Kazakistan occidentale, ferendo due passanti. La procura lo aveva classificato non come un atto terroristico ma come un tentativo da parte del giovane di sottrarsi ad una condanna penale per crimini precedentemente commessi. Ma secondo un sito web locale, Tengiz News, il kamikaze avrebbe voluto vendicarsi per i recenti arresti di wahabiti, fondamentalisti dell'Islam sunnita. Nel Kazakistan, repubblica ex sovietica a maggioranza musulmana, non vi sono state finora tensioni e violenze religiose: un vanto per il presidente Nursultan Nazarbaiev, ma gli ultimi due episodi potrebbero segnare un fenomeno nuovo.