Kazakistan
 
Ordinamento politico: Repubblica presidenziale
Capitale: Astana
Superficie: 2.724.900 mila Kmq (9 volte l’Italia)
Popolazione: 17 milioni
Lingua: kazako e russo
Religione: 47% musulmani sunniti, 44% cristiano ortodossi, 2% protestanti, 7% altri
Alfabetizzazione: 98%
Mortalità infantile: 30 per mille
Speranza di vita: 60 anni maschi, 71 anni femmine
Popolazione sotto la soglia di povertà: 26%
Prodotti esportati: petrolio, metalli, carbone, cotone
Debito estero: 24 miliardi di dollari
Spese militari: 2% del Pil
 
 
 
GEOGRAFIA

Il Kazakistan è un'ex repubblica dell'Unione Sovietica dell'Asia Centrale. Confina a nord con la Russia, a ovest e a sud-ovest con il Mar Caspio, a sud con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Kirgizstan e a sud-est con la Cina. La steppa ricopre la maggior parte del Paese, salvo nelle zone costiere del Caspio e nelle zone montagnose verso la Cina. Le linee di demarcazione dei confini sono state stabilite sulla base di diversi accordi tra le ex repubbliche sovietiche e la Cina. Fatta eccezione per il contenzioso aperto con l'Uzbekistan sulla sovranità dei villaggi di Bagys e Turkestan, nei pressi della diga di Arnasay, il Kazakistan è l'unico Paese dell'area che non ha problemi di instabilità sui confini. L'ambiente, al contrario, è stato gravemente danneggiato dagli esperimenti nucleari e chimici effettuati in territorio kazako negli ultimi 50 anni. L'inquinamento e l'attività petrolifera inoltre hanno creato vere e proprie nubi di polvere che avvolgono le città e i centri industriali e che espongono a gravi rischi di salute gli abitanti. 



SOCIETA'

Le tradizionali divisioni etniche e tribali sono state cancellate dalla politica sovietica che pretendeva, spesso attraverso lo strumento del gulag, di unificare la popolazione centroasiatica sotto l'insegna di Mosca. La popolazione di lingua kazaka si aggira intorno al 54%, ma il kazako è stato proclamato lingua ufficiale nel 1990 e il russo viene usato solo nelle "comunicazioni interetniche", come sancito dalla legge. Recentemente l'Unicef ha denunciato le autorità kazake, accusandole di aver falsificato le date di morte di centinaia di bambini per non destare l'allarme sulle condizioni sanitarie del Paese. Dopo l'11 settembre 2001, il presidente Nazarbayev si è schierato decisamente con gli Stati Uniti nella "guerra totale al terrorismo" e, nonostante i musulmani rappresentino quasi la metà della popolazione, non si sono mai verificati incidenti legati a problemi religiosi. La pena di morte è ampiamente applicata.



ECONOMIA

L'economia kazaka ruota attorno al petrolio e agli immensi giacimenti di carburante fossile e di minerali. Nel maggio 2000 nelle acque territoriali kazake del Mar Caspio è stato scoperto un enorme giacimento di idrocarburi, considerato una delle più importante scoperte petrolifere degli ultimi 30 anni. Il principale partner commerciale del Paese sono gli Stati Uniti che negli ultimi dieci anni hanno fatto numerose concessioni al presidente Nazarbayev per sfuggire dalla dipendenza russa. Al contrario, la politica del presidente Vladimir Putin si è concentrata nell'impedire al Kazakistan di sviluppare le sue potenzialità energetiche, per evitare possibili sbalzi dei prezzi del greggio. Altra fonte di ricchezza per il Paese sono le coltivazioni di cannabis e di oppio, destinate al mercato russo e a quello europeo.



POLITICA

Il presidente Nursultan Nazarbayev è in carica dal 1989 e attraverso numerosi emendamenti alla costituzione si è attribuito nell'arco di 14 anni un potere pressoché assoluto. Il governo e le alte cariche sono ricoperte da personaggi di dubbia moralità e strettamente legati al presidente: attualmente la figlia maggiore gestisce quasi tutti i canali televisivi, il marito di lei è capo della polizia e il marito della figlia minore è il direttore della compagnia nazionale di idrocarburi. Le elezioni del 1999 sono state caratterizzate da brogli e intimidazioni e le autorità americane e svizzere stanno investigando sul possibile passaggio di svariati milioni di euro dai conti pubblici del Paese a quelli personali del presidente, concentrati in alcune banche elvetiche. Secondo l'organizzazione Transparency International, il Kazakistan è uno dei dieci paesi più corrotti del mondo.



MASS MEDIA

Nel 2000, le radio e i giornali che "si sono opposti - secondo il presidente - al sistema e hanno infangato il nome del governo" hanno ricevuto diverse minacce e in alcuni casi hanno dovuto chiudere. Il Comitato di Sicurezza Nazionale Kazako (l'ex Kgb) ha il diritto di tenere sotto controllo tutte le comunicazioni, le mail, i fax e le telefonate. La figlia del presidente, Dariga Nazarbayeva controlla quasi tutti i canali televisivi e la maggior parte dei giornali sono filogovernativi. Diverse organizzazioni umanitarie, tra cui Reporter Senza Frontiere, hanno inserito Nazarbayev nella lista dei "dieci peggiori nemici dell'informazione". Numerosi giornalisti, negli ultimi tre anni, hanno ricevuto diverse intimidazioni e minacce. Nella redazione del quotidiano indipendente Business Review Respublika è stato trovato come monito un cane decapitato e qualche giorno dopo è esploso tutto l'edificio.



STORIA

Territorio della Russia zarista a partire dalla seconda metà del 1800, il Kazakistan assume importanza economica e strategica per l'Unione Sovietica in seguito alla rivoluzione d'Ottobre. Negli anni '20, i governi di Lenin e di Stalin avviano il programma di eliminazione dei contadini ricchi che causa la morte di oltre un milione di persone, trasformano il Paese nella riserva di cotone dell'Urss e applicano una politica di intensa industrializzazione. Dal 1949, le zone meno popolate vengono destinate ad aree di sperimentazione nucleare e al programma spaziale. Le tradizionali divisioni tribali e il tessuto economico e produttivo del Paese vengono ignorati dal governo centrale di Mosca e l'attuale geografia di tutta l'Asia centrale è frutto di queste politiche governative.
Il personaggio chiave del potere sovietico in Kazakistan fino al 1985 è Dinmujamed Kunaev, membro del Politburo (governo di Mosca) e del Comitato Centrale del Partito Comunista Sovietico. L'elezione di Michael Gorbacev a Mosca e l'avvio della Glasnost e della Perestroika cambiano i rapporti di forza all'interno del Paese e Kunaev viene sostituito da un membro del Partito Comunista Kazako (Cpk) vicino alle posizioni di Mosca, Gennadiy Kolbin, il quale è costretto ad abbandonare la carica di governatore nel 1989, in seguito alla repressione violenta delle manifestazioni degli studenti che chiedevano una maggior apertura politica.
Nello stesso anno, Nursultan Nazarbayev diventa leader del Cpk e nel 1990 viene eletto presidente dal Soviet Supremo. Il kazako viene dichiarato lingua ufficiale e il russo viene limitato alla "comunicazione interetnica", come sancisce la legge. Sempre nel 1990, il nuovo governo kazako chiude l'area di Semipalatinsk, destinata agli esperimenti nucleari. Nel 1991, in seguito al tentativo di colpo di Stato a Mosca che porta al governo Boris Eltsin, il Kazakistan dichiara l'indipendenza e nel 1992 entra a far parte della Comunità degli Stati Indipendenti (Csi) e nell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea (Osce).  
Nel 1993, il governo Nazarbayev spinge il parlamento a votare una nuova costituzione che accentra i poteri nelle mani del presidente e lancia un programma di massicce privatizzazioni per rilanciare l'economia con l'obiettivo dichiarato di diventare la prima potenza economica dell'Asia centrale. Nel marzo del 1994, il Kazakistan affronta le prime elezioni multipartitiche della sua storia e Nazarbayev vince nuovamente con un ampio sostegno popolare su cui aleggia il sospetto di pesanti brogli: nello stesso anno, tutto l'entourage di Nazarbayev beneficia di favori politici, delle privatizzazioni e degli investimenti delle società occidentali. Rahamat Aliev, marito della figlia maggiore che acquista la televisione pubblica, diventa capo della polizia e Timor Kulibaev, il marito della figlia minore, diventa direttore della compagnia degli idrocarburi.
Nel 1995, la Corte Costituzionale annulla le elezioni e il parlamento viene sciolto. Nazarbayev assume il potere per decreto, prolunga il suo mandato fino al 2000 e approva, tramite un referendum nazionale una nuova costituzione che indebolisce ulteriormente il parlamento. Tra il 1997 e il 1998, il Kazakistan stringe diversi accordi petroliferi con la Cina, con il Kirgizstan e con il Tagikistan, sposta la capitale da Alma Ata (a Sud) a Akmola (prima del 1991, Tselinograd, a Nord). Nel 1998 Akmola cambia nome in Astana e la costituzione subisce nuovi emendamenti che eliminano il limite dell'età massima per il presidente Nazarbayev, prolungano il mandato da 5 a 7 anni, mettono al riparo le massime cariche dello Stato dai procedimenti giudiziari e creano delle barriere in entrata per eventuali oppositori politici.
Nelle elezioni del gennaio 1999 quasi tutti gli avversari vengono esclusi, compreso Akajan Kazhageldin, ex primo ministro (fino al 1997) e leader dell'organizzazione di uomini d'affari contrari al presidente, e rimangono in corsa personaggi di secondo piano (uno di questi, Gani Kasimov, è noto per aver basato la sua campagna elettorale sulla capacità di rompere i bicchieri a mani nude). Nazarbayvan vince per l'ennesima volta assicurandosi la carica di presidente fino al 2006 e ottenendo il controllo delle immense riserve petrolifere del paese. Nel novembre del 2001 viene inaugurata una conduttura di quasi 1600 chilometri che trasporta il petrolio dai campi di Tengiz al porto russo di Novorossiysk, sulle coste del Mar Nero e nel settembre del 2002 è iniziata la costruzione di un oleodotto (a opera della britannica British Petroleum) che collega Baku (in Azerbaijan) a Ceyhan (sulla costa turca), passando attraverso Tbilisi (in Georgia).