Sarebbero più di 2.600 gli attivisti arrestati negli Stati Uniti dall'inizio dell'Era Obama, una cifra che va aumentando di anno in anno dal 2009 e che, dallo scorso gennaio, fa già registrare 670 persone detenute dalla polizia a causa delle proteste portate avanti contro numerose tematiche "scomode" per Washington.
Si tratta di cittadini che hanno manifestato contro le guerre Usa in Iraq e Afghanistan, per la rimandata chiusura di Guantanamo, promessa elettorale dello stesso Obama, contro le dure politiche immigratorie e le armi nucleari, contro le dure condizioni lavorative di alcune categorie sociali e i pesanti tagli al bilancio. Arresti che non finiscono sulle prime pagine dei giornali, più impegnati a parlare del trattamento che altri Paesi del mondo riservano ai propri attivisti.
La raccolta dei dati è stata possibile anzitutto grazie alla newsletter The Nuclear Resister curata da Jack Cohen-Joppa che afferma: "Mai stati così tanti americani in prigione per proteste anti-nucleare". La lunga lista presente sul suo sito riporta nomi degli arrestati e motivi delle loro proteste. Un elenco lungo, affiancato dal monito dello stesso Cohen-Joppa che ricorda: "Possono fermare chi resiste, ma non fermeranno la resistenza!".