Ha rinunciato alla sua battaglia Manal Sharif, la giovane attivista saudita arrestata per aver guidato un'automobile nel regno saudita, dove per le donne è tassativamente vietato mettersi al volante. Manal Sharif si è fatta promotrice di una campagna mirata a coinvolgere tutte le altre donne del regno, e rivendicarne così il diritto alla guida, ma dopo l'arresto e nove giorni in carcere ha abbandonato la protesta.
Nel comunicato diffuso dal giornale arabo al-Hayat, la giovane si definisce "una donna musulmana e saudita, impegnata nell'accontentare il suo Signore e ascoltare il proprio Paese", e aggiunge: "Continuerò a fare solo questo, e chiedo ad Allah di permettermi di seguire saldamente la strada del Corano, della Sunna e del monoteismo".
L'arresto di Manal Sharif è avvenuto nella città di al-Khobar. La donna è stata trovata alla guida di un'auto, dopo aver diffuso un video su YouTube, e dopo aver creato una pagina Facebook in cui chiedeva a tutte le donne del suo Paese di mettersi al volante il 17 giugno, per rivendicare il proprio diritto alla guida di fronte alla famiglia reale. Uscita dal carcere, la giovane ha dichiarato che non parteciperà alla protesta del 17 giugno, e ha promesso di "non commettere più altri errori".