09/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sale a 1600 il numero dei civili fuggiti alla repressione di Assad: tutti ospitati nella tendopoli di Yayladagi. Il monito di Erdogan: "Porte aperte, ma Damasco ponga fine alle violenze"

Sale a 1600 il numero dei profughi siriani giunti in Turchia per sfuggire alla repressione del regime di Bashar al-Assad. L'ultimo afflusso la scorsa notte, quando in 1.050 hanno attraversato la frontiera passando per i villaggi di Altinozu e Guvecci.

I profughi sono stati tutti ospitati presso la tendopoli di Yayladagi, nella provincia turca di Hatay, controllata da ufficiali di polizia che ne impediscono l'accesso ai giornalisti. Secondo fonti della Mezzaluna Rossa, tra di essi si conterebbero anche 43 feriti ricoverati, notizia confermata da fonti governative.

Ieri il primo ministro turco Tayyp Erdogan si è espresso a riguardo, ribadendo l'impegno del suo Paese a "non chiudere la porta ai rifugiati siriani". Allo stesso tempo, però, il premier turco ha voluto sollecitare le autorità di Damasco a prendere provvedimenti per porre fine alla brutale repressione dei civili. Proprio nei giorni scorsi Ankara aveva espresso preoccupazione per un afflusso crescente di profughi in seguito all'intensificazione delle violenze in Siria.