13/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La politica di austerità perseguita da Raul Castro rischia di compromettere importanti conquiste sociali. Il presidente si difende: "Non è tempo di sprechi, ci vuole realismo"

Dal giorno in cui ha assunto la guida di Cuba, Raul Castro è stato chiaro: "Non è più tempo per sprechi e sussidi: la spesa sociale deve essere coerente con le possibilità reali del Paese". Parole che sottolineavano l'intenzione di intraprendere un cammino di austerità per affrontare il delicato momento di crisi economica e finanziaria che ha colpito anche l'isola caraibica. L'assistenza sanitaria a Cuba è ancora universale e gratuita per tutti, ma gli standard qualitativi vanno peggiorando di giorno in giorno.

La stampa ufficiale denuncia da mesi la disorganizzazione e l'inadeguatezza di numerose strutture ospedaliere sparse per il Paese, così come la mancanza di igiene in alcuni ambulator. Mentre l'Istituto nazionale di statistica ha riportato un calo considerevole degli occupati nel settore sanitario, passati dai 329.669 del 2009 ai 282.248 dell'anno successivo.

Raul Castro parla di "tagli necessari" dinnanzi ad una spesa divenuta insostenibile per l'economia al momento attuale. Nonostante manchino dati globali riguardo altri settori, la stampa ha già pubblicato gli effetti che la politica di austerità e razionalizzazione sta provocando sulla società cubana, tra cui i numerosi licenziamenti nel settore pubblico previsti dalle riforme approvate nei mesi scorsi.

 

 

Parole chiave: Cuba, sanità, Raul Castro
Categoria: Diritti, Politica, Popoli, Salute, Economia
Luogo: Cuba