Il segretario di Stato del ministero degli Esteri britannico, Alistair Burt, ha chiesto allo Sri Lanka di fare chiarezza sulle presunte atrocità e sulle violazioni dei diritti umani commesse durante la guerra civile combattuta contro il gruppo guerrigliero separatista delle Tigri Tamil, un conflitto durato 25 anni che ha ucciso circa 100 mila persone.
Le dichiarazioni del governo britannico fanno seguito alla messa in onda di un documentario intitolato "Sri Lanka's killing fields", trasmesso da Channel 4, nel quale vengono mostrati cadaveri di donne violentate e l'esecuzione di centinaia di prigionieri tamil, "scene orribili", secondo lo stesso Burt, che costituirebbero "prove convincenti di violazione del diritto internazionale". Un monito giunto lo scorso mese anche da Christof Heyns, esperto delle Nazioni Unite sulle uccisioni in Sri Lanka.
Pronta la risposta del ministero della Difesa singalese che ha respinto il video, bollandolo come un documento falso e "deliberatamente manipolato", destinato a screditare l'esercito nazionale. Burt ha nel frattempo avvertito che "il Regno Unito è pronto ad unirsi alla comunità internazionale" assumendo tutte le misure necessarie, qualora il governo di Colombo si rifiuti di avviare un'indagine più approfondita.