15/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Nasce il nuovo governo libanese, dopo cinque mesi. Grande spazio ad Hezbollah

 

scrito per noi da
Erminia Calabrese 

 

L'annuncio della formazione del nuovo governo libanese, dopo cinque mesi di consultazioni e di controversie politiche sui ministeri, é stato accolto con i fuochi d'artificio a Dahyye, roccaforte dei partiti sciiti Hizb'Allah e di Amal, e con un immenso coro di dissenso a Tariq Jadid e a ‘Aisha Bakkar, entrambi quartieri popolariari a maggioranza sunnita controllati dal movimento al-Mustaqbal di Saad Hariri.

''Staremo a vedere se sono capaci di governare'', dice con tono di sfida un sostenitore di Hariri, riferendosi principalmente al partito di Dio, Hizb ‘Allah, che per la prima volta nella storia libanese siede dalla parte della maggioranza, in un governo le cui priorità sono ''esercito, popolo e resistenza''.

Le forze del 14 Marzo, Hariri e le destre maronite hanno in effetti, su pressione statunitense e francese, rifiutato di prendere parte al nuovo governo con il pretesto che ''questo provocherebbe una crisi con la comunità internazionale'', assecondando cosi gli interessi di chi vorrebbe l'isolamento di Hizb'Allah sulla scena politica libanese, poco importa se questo ultimo é uno dei partiti politici più popolare e più credibile in Libano. Il nuovo governo Miqati resta comunque un governo di consenso in quanto tutte le diciotto confessioni religiose, come prevede la costituzione vi sono rappresentate.

Posti chiavi sono stati occupati dal partito di Aoun, Tayyar, e il partito Hizb'Allah, capeggiato da Hasan Nasrallah e il Partito Progressista Socialista di Walid Jumblatt, leader druso che cinque mesi fa con la sua svolta verso la coalizione dell'8 Marzo aveva fatto cadere il governo di Saad Hariri.

Il nuovo premier Mikati, businness man di Tripoli e alleato dei sauditi (che iniziano a preferirlo a Saad Hariri), é riuscito comunque a portare la comunità sunnita di Tripoli e i vari deputati della regione Nord dalla sua parte mentre il partito di Saad Hariri ha denunciato l'interferenza dell'Iran e della Siria nella formazione di un governo che ha preferito chiamare 'Governo dell'8 Marzo'.

Se lo scopo del blocco del 14 Marzo e dell'amministrazione Obama era quello di isolare Hizb'Allah, a causa della sua resistenza contro Israele, in realtà é successo il contrario. ''E' il 14 Marzo ad essere ora isolato, questo governo é democratico ed é volontà della maggioranza dei libanesi'', dichiara Talal Salman, direttore del quotidiano Assafir.

Una particolare attenzione in questi giorni é rivolta ai due ministri della Difesa e della Giustizia , che sono rispettivamente uno esponente del partito di Aoun, e l'altro espondente del movimento cristiano Marada, entrambi alleati di Hizb'Allah. I due in effetti dovranno a breve confrontarsi con l'atto d'accusa del Tribunale Internazionale circa l'assassinio di Rafiq Hariri, ex premier ucciso il 14 Febbraio 2005 sul lungomare di Beirut. Il primo il ministro della Giustizia, Shakiq Qortbawi, potrà accettare o rifiutare l'accusa del Tribunale decidendo di trattare o meno con questo ultimo mentre, il ministro della Difesa, Fayez Ghosn, dovrà decidere se arrestare e processare i presunti colpevoli indicati dal Tribunale.

A parte la resistenza contro Israele la vera vittoria e sfida di questo nuovo governo per molti qui in Libano sarà quello di occuparsi della crisi sociale e economica che il Libano, considerato con Beirut la decima città più cara al mondo, sta affrontando.

''Non dover più lavorare dodici ore al giorno per poter permettere ai meii figli di mangiare e andare a scuola é questa per noi la più grande vittoria'', dice Bilal, un operaio di 50 anni mentre si occupa della costruzione dei grandi grattacieli sul lungomare di Beirut dove il prezzo di un appartamento va dai 10mila ai 15mila dollari al metro quadrato''.

Parole chiave: hezbollah
Categoria: Politica, Popoli, Religione
Luogo: Libano